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Il caso

Il film a luci rosse made in San Casciano

Attori e set sancascianesi in una pellicola hard

Il film a luci rosse made in San Casciano
Cronaca Chianti fiorentino, 27 Febbraio 2021 ore 12:30

Alzi la mano chi non ha mai visto un film per adulti. Forse in pochi, ma la pandemia ha fatto ancora di più scoppiare il cinema, per usare un termine un po’ retro, a luci rosse. Lo dicono i numeri. Il 17 febbraio, San Casciano si trova al 45esimo posto tra le città in Toscana da dove è partita la ricerca google con scritto «porno», finendo così nei trends topic.Il picco degli utenti che hanno digitato sul motore di ricerca si registra alle 23.11. Tra le parole più gettonate ci sono «porno free», «siti porno», «porno mature». Forse è per difendere il primato e mettere in coda alla classifica i vaianesi della provincia di Prato, che un’attrice hard sancascianese ha pensato di girare un film a luci rosse.Il set è una casa nelle campagne del capoluogo. Evitiamo di scrivere dove per schivare la morbosa curiosità che si scaturisce in questi casi. Anche se i protagonisti non si nascondono. Disinibiti ed esperti si sono muniti di telecamera e, accompagnati da altri amici, hanno girato le scene hard. Così il video è balzato da un telefono all’altro, diventando un vero cult. Guardando le riprese e la qualità delle immagini, sembra che il video sia stato girato tempo fa. Insomma, poco importa che si tratti di unfilm datato o già visto. Il video è stato riproposto tranquillamente (con identico successo) sui siti per adulti. Sicuramente gli attori non hanno pensato molto agli effetti speciali, affidandosi a riprese basiche e senza molte pretese. Tutti attori amatoriali, che non si nascondono alla telecamera.

Ma torniamo ai numeri. «Pornhub», il sito web pornografico gratuito più popolare al mondo, durante la quarantena ha avuto il boom di click. Secondo quanto riportato dagli Insights pubblicati sul portale nel mese di marzo c’è stato il picco di visite. Non solo, ma sempre secondo i dati del sito dal 24 febbraio il traffico mondiale è stato superiore alla media, anche se ha iniziato ad aumentare soprattutto intorno al 10 marzo, collegando quindi gli accessi alla pandemia. Il 20 marzo gli accessi sono incrementati del 13,7%. Il picco più alto c’è stato, invece, il 24 marzo (il 18,5%), quando è stato annunciato che il servizio Premium di «Pornhub» sarebbe stato gratuito per tutti i visitatori di tutto il mondo per un mese. L’idea era quella di incoraggiare le persone a rimanere a casa e aiutare ad appiattire la curva di nuovi casi Covid-19. Per loro una mossa pubblicitaria, ma non è un caso che il più forte incremento di ricerche delle parole «pornhub» e «porno» sia arrivato dalle aree più colpite dall’epidemia. E come si diceva all’inizio, in quest’ottica il territorio chiantigiano si difende bene.

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