IL CASO

Il Comune perde una causa e adesso dovrà sborsare oltre 33mila euro

Nel 2016 aveva fatto ricorso in Appello per riscuotere una fideussione da UnipolSai ma il tribunale l’ha condannato

Il Comune perde una causa e adesso dovrà sborsare oltre 33mila euro
Val d'Elsa, 02 Giugno 2020 ore 13:07

Brutte notizie per il Comune. L’Amministrazione di Alessio Mugnaini dovrà pagare 33.835 euro all’UnipolSai Assicurazioni spa per aver perso il ricorso alla Corte di Appello nel processo contro la compagnia assicuratrice nel «caso delle opere di urbanizzazione e dei lotti di via Busoni». A dare la notizia è stato il settimanale Valdelsasette qualche settimana fa.

IL FATTO

La storia inizia quasi trent’anni fa, nel 1990. In questo periodo il Comune decide di assegnare alla Cooper Chianti Soc. Coop. Edificatrice il diritto di superficie per un’area complessiva di 12.000 mq destinata all’edificazione di abitazioni di edilizia economica e popolare che poi sarebbe diventata via Busoni.
Tale convenzione viene poi modificata e integrata nel 1991 con la costituzione di tre lotti. Viene data in concessione la costruzione degli immobili sull’area di via Busoni e la Cooper Chianti si assume l’obbligo di realizzare le opere di urbanizzazione primaria necessarie all’edificazione ed al successivo rilascio delle abitabilità. È in questo periodo che la società edificatrice stipula con UnipolSai una polizza fideiussoria di 245.457,71 euro a garanzia dei lavori.
Nel frattempo la Cooper Chianti è in crisi economica e le opere accordate non vengono portate avanti. È il 2007, ben quindici anni dopo il rilascio delle concessioni, e la Cooper Chianti si trova in stato fallimentare. Il Comune decide di chiedere alla UnipolSai l’escussione della garanzia prestata. Ma la risposta dell’assicurazione è chiara: la polizza è caduta in prescrizione e quindi senza possibilità di essere erogata.

Nel 2011, con l’Amministrazione di Giulio Mangani, sulla base di una nota del responsabile dei Lavori pubblici e dei Servizi tecnici, il Comune decide di fare causa all’UnipolSai per poter riscuotere la fideiussione e si affida all’avvocato Fausto Falorni.

Nel 2016 la sentenza non lascia dubbi e respinge la domanda del Comune ritenendo prescritto il diritto e fissa la compensazione delle spese legali delle parti. Il 28 giugno 2016 gli uffici comunali presentano una relazione a Mangani che conferma la posizione del Comune. Così il 30 giugno si decide di fare ricorso in Appello. Stesse motivazioni, stesso avvocato e sarà lo stesso esito. Probabilmente non tutta la Giunta, all’epoca, era d’accordo sulla continuazione della battaglia legale. Ma così fu.

In queste settimane è arrivato il verdetto della Corte di Appello di Firenze. La richiesta è stata respinta e il Comune condannato al pagamento delle spese di lite alla compagnia assicuratrice. Un totale di 33.835 euro che si sommano ai circa 24.488 euro per la difesa nei due gradi di processo, per un importo complessivo di quasi 60.000 euro.
«Non si capisce come la Giunta nel 2016 abbia deciso di intraprendere Appello alla sentenza di primo grado – hanno dichiarato i Consiglieri di Progetto Montespertoli – Per altro fu un ricorso basato tutto su ragioni di diritto riguardante norme giuridiche sulla prescrizione e sui diritti reali di garanzia, facendo però riferimento solo a relazioni dell’ufficio tecnico, senza chiedere alcun ulteriore parere legale. Sono stati spesi 58.323 euro complessivi dopo due palesi sconfitte. Intanto sono passati trent’anni e in via Busoni i lavori di urbanizzazione sono ancora da completare».

«Abbiamo deciso di non fare ricorso in Cassazione e provvedere al pagamento alla UnipolSai – ha risposto il sindaco Alessio Mugnaini – Dalla valutazione tecnica e legale che abbiamo fatto non ci sono le prove per dimostrare il contrario di ciò che già veniva affermato in Appello. Sarebbe un’ulteriore spesa di denaro solo per costituirsi a processo. La vicenda è molto delicata. Nel 2016, quando ero vicesindaco, la Giunta optò per fare ricorso. Adesso non vogliamo continuare a spendere e, anzi, l’obiettivo è completare in fretta i lavori di via Busoni. Ricostruiremo strada, marciapiedi e illuminazione con un contributo statale».

Una storia intricata, di difficile comprensione anche dal punto di vista legale, fatto di pareri, convinzioni e forse sottovalutazione del problema. Ma questo sarà la Corte dei Conti a dirlo. Dovrà essere esaminato il debito fuori bilancio provocato dal pagamento della condanna e stabilire se Giulio Mangani, nel 2016 sindaco e quindi responsabile, ebbe un comportamento incauto e perciò punibile. Nel frattempo i soldi spesi tra tribunali e avvocati avrebbero potuto fare una fine sicuramente diversa, migliore. Adesso l’importante è che i lavori di via Busoni vengano realizzati in tempi brevi. Dopo trent’anni. Meglio tardi che mai.

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