Cronaca

Il cane Noa è il nuovo agente speciale

  In servizio con la Polizia municipale dell'unione dei comuni Empolese Valdelsa.

Il cane Noa è il  nuovo agente speciale
Cronaca Val d'Elsa, 01 Agosto 2021 ore 14:00

Il cane Noa è il nuovo agente speciale

 

Combattere la droga, mantenere l’ordine pubblico e tenere alto il morale di agenti e cittadini: solo un cane poteva riuscire in una gamma di compiti tanto ampia senza mai perdere la tenerezza. È partita da Montaione l’idea di dotare il corpo di Polizia municipale dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa di un’unità cinofila. La proposta degli agenti Alessandro Baglieri e Luca Garofano è stata accolta con entusiasmo dal comandante Massimo Luschi e così l’avventura è cominciata. Il nuovo progetto ha suscitato un grande entusiasmo in tutto il corpo perché è la prima volta che viene creata un’unità cinofila nell’Empolese Valdelsa, rarità anche per la Toscana peraltro, dove, come Polizia municipale, sono presenti solo altre tre unità in grandi centri come Pisa, Prato, Grosseto.

 

E' un pastore belga di nove mesi

 

Lei, l’unità cinofila, si chiama Noa, è un pastore belga di nove mesi ed ha già fatto il suo esordio come agente scelto durante le lezioni di educazione stradale che il suo conduttore Baglieri ha tenuto ai bambini della scuola materna. «È un cane con un istinto difensivo molto sviluppato - ha spiegato l’agente - ma con i bambini si è sempre dimostrata dolcissima». Un nome scelto perché ai conduttori piaceva ma che, quando si dice che il caso non esiste, potrebbe essere letto anche come l’acronimo di Nucleo Operativo Antidroga. Un attento addestramento seguito dall’istruttore cinofilo Sauro Carraesi consentirà a Noa di individuare il completo spettro delle sostanze stupefacenti in circolazione. «Stiamo seguendo un addestramento sia di tipo olfattivo che di obbedienza, per acquisire la completa controllabilità dell’animale - ha spiegato Baglieri - L’addestramento olfattivo non è dissimile da quello che seguono i cani da tartufo e non ha niente di coercitivo. Seguiamo il metodo Sokks che utilizza cilindretti impregnati di microparticelle delle sostanze da ricercare e diamo un rinforzo ogni volta che il cane riesce a individuare e segnalare. Può trattarsi di un biscotto o di una carezza, l’importante è che impari che al raggiungimento di questo obiettivo può ottenere una gratificazione».

I due agenti esperti

I due agenti svolgono servizio sul campo da quasi vent’anni e sanno quanto il pericolo droga sia aumentato per i giovani: oggi per contattare gli spacciatori basta una semplice chat e i prezzi «popolari» rendono le varie sostanze accessibili a tutti. «Ho due figli - ha raccontato - la più grande ha tredici anni e come genitore sentivo di dover fare qualcosa. Noa potrà aiutarci a svolgere un servizio preventivo, anche se siamo consapevoli che si tratta di una dura battaglia». La droga non è l’unico fronte su cui la nuova squadra cercherà di avere un impatto significativo: i pericoli in strada aumentano di giorno in giorno anche per gli agenti e lo sa bene Baglieri che è stato aggredito in servizio: una brutta esperienza che si può combattere solo dal punto di vista della prevenzione con un presidio del territorio che possa risultare più efficace e trasmettere un reale effetto di sicurezza. L’agente che presidia accompagnato da un cane, infatti esercita una pressione psicologica e diventa un moltiplicatore di forze che può sostituire fino a cinque agenti.

Importante la creazione di un'unità cinofila

«La creazione di un’unità cinofila - ha sottolineato il Comandante della Polizia municipale dell’Unione dei Comuni Luschi - ha necessità soprattutto di persone che abbiano anche una grande passione per gli animali perché il cane vive in simbiosi con i suoi conduttori. Gli agenti Baglieri e Garofano si sono fatti promotori di quest’idea che ha trovato un’apertura immediata nella Giunta dell’Unione. Ci sarà anche la possibilità di collaborare di concerto con le altre Forze dell’Ordine operative sul territorio che non hanno un’unità cinofila sull’Empolese-Valdelsa». Durante il tempo libero Noa conduce la normale vita di un cane di famiglia, anzi, di un cane particolarmente fortunato che dispone di quattrocento metri quadri di giardino e di bambini intorno con cui giocare, a differenza di «colleghi» che a fine servizio vengono chiusi all’interno di un box. Normale se, come hanno pensato fin dall’inizio i suoi conduttori, il cane non viene considerato come uno “strumento”, bensì un collega con caratteristiche speciali. «Questo progetto è stato capace di suscitare una tenerezza straordinaria - ha osservato Garofano - perché Noa può rappresentare un veicolo di vicinanza tra le famiglie e l’Amministrazione diventando il cane di tutti i bambini dell’Unione e questo è l’aspetto che trovo più emozionante. C’è inoltre una forte condivisione all’interno del corpo: tutti i colleghi avranno un ruolo di collaborazione nell’unità cinofila perché si tratta di un lavoro complesso che ha bisogno di tutti e tutti, davvero tutti hanno  finora voluto questo progetto».