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I vigili multano, ma la gente non paga

Un «buco» di 150mila euro a Colle di Val d'Elsa. Sanzionati anche diversi turisti stranieri: attivata una convenzione con la società di recupero crediti.

I vigili multano, ma la gente non paga
Val d'Elsa, 24 Agosto 2019 ore 11:43

I vigili multano, ma la gente non paga. Si conferma estremamente difficile il rapporto tra i colligiani e il Codice della strada, e in particolare quello con il pagamento delle infrazioni. Quello delle multe non riscosse è un problema che Colle di Val d’Elsa si trascina dietro da anni, ma che negli ultimi tempi ha raggiunto proporzioni inquietanti, al punto da spingere il Comune a rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per il recupero del credito. I numeri, in questo senso, sono a dir poco impietosi: solo nel primo semestre del 2019, infatti, la cifra dovuta per infrazioni registrate a Colle e mai saldate ammonta a oltre 152.000 euro. In pratica, il costo di realizzazione di un’opera pubblica di medie dimensioni. Una falla grave nei conti colligiani, che se confermata anche nella seconda parte dell’anno minaccia di portare il 2019 a diventare l’anno record per le multe non pagate, primato fino ad ora detenuto dal 2015, con ben 3.900 sanzioni non riscosse, per un totale di 336.000 euro.

Numeri impietosi, che però potrebbero essere superati entro pochi mesi, considerato che l’ammontare, alla fine di giugno, degli smemorati, sfiorava già i 2.000 soggetti. Estremamente variegata la loro origine: sostanzialmente non c’è regione italiana che non abbia dato origine a qualche automobilista distratto che ha violato il Codice della strada durante il suo soggiorno a Colle senza poi saldare il conto. La maggior parte, però, proviene dalla provincia di Siena: ben 1.600 multe, per un totale di 116.000 euro, un numero decisamente troppo alto in appena metà anno. Non mancano, poi, diversi automobilisti stranieri, che sono ritornati nel proprio paese dopo aver commesso qualche violazione al codice della strada.

Sembra però che Colle abbia deciso di smettere di sopportare questa situazione, e di mettere un freno a questo malcostume: è stata infatti attivata una convenzione con la società Emo Nivi Credit, dotata di autorizzazioni per tutti i paesi dell’Unione Europea e per gran parte di quelli esterni, ed è quindi in grado di rintracciare gli automobilisti quasi in ogni parte del mondo. Resta da vedere se questo sarà sufficiente per costringerli a pagare i propri debiti: già negli anni scorsi, infatti, erano state intraprese campagne di recupero crediti, che hanno però portato a risultati limitati.