Colle di Val d’Elsa

I gestori si arrendono: il «Sonar» non riaprirà

Una triste nota pone la parola fine sulla storia del locale colligiano che per decenni è stato un tempio della musica italiana. Non sono bastati i lavori cominciati per rendere la struttura sicura e adeguata ad ospiare persone. Tanto il dispiacere dei cittadini

I gestori si arrendono: il «Sonar» non riaprirà
Chianti senese, 04 Ottobre 2020 ore 12:59

Alla fine sono terminate anche le speranze. Dopo anni di battaglie, di tentativi, di delusioni, di ostinazione, anche i gestori si sono arresi: ilSonar, lo storico music club colligiano situato nella frazione di Gracciano, non riaprirà mai i battenti. Dopo la chiusura dovuta alla necessità di ampi restauri e adeguamenti al capannone sede del locale, negli ultimi anni si sono susseguiti i tentativi di far ripartire quello che per oltre due decenni è stato un tempio della musica non soltanto colligiana, ma addirittura italiana, dove hanno suonato gruppi di importanza nazionale e perfino oltre e dove intere generazioni di giovani hanno passato le loro serate, ma è stato tutto inutile: i lavori svolti sotto l’amministrazione Canocchi non sono stati sufficienti per risolvere le problematiche di una struttura invecchiata troppo rapidamente e ormai non più adeguata, a livello di sicurezza e di normative antincendio, alle leggi esistenti, i costi sono rapidamente lievitati mentre venivano scoperte nuove necessità, e nonostante le proteste di centinaia di colligiani, una soluzione non è stata trovata. Le ultime speranze, dovute alla presenza dell’impegno a riaprire ilSonar nel programma elettorale dell’attuale sindaco Alessandro Donati, non hanno portato novità di rilievo in un anno e mezzo, probabilmente anche a causa dell’emergenza Covid-19, che ha portato l’Amministrazione Comunale a concentrarsi su altre urgenze.

Alla fine, pochi giorni fa, gli storici gestori del Sonar sono stati costretti ad arrendersi all’evidenza e ad alzare bandiera bianca: «Ci siamo – si legge in una nota – E’ arrivato il momento di dirlo ufficialmente, forse a noi prima ancora che agli altri. Dobbiamo mettere un punto e scrivere fine su una storia che è stata una parte di vita personale e collettiva, che non abbiamo timore di definire irripetibile. Nei nostri cuori albergava la speranza di poter dare una notizia diversa da questa, anzi, esattamente opposta, ed è questa speranza che ci ha tenuto con il fiato sospeso per tanto, troppo tempo». Dalle parole delle persone che per tanti anni hanno lottato per non far estinguere il Sonar traspare tutta la tristezza per questa conclusione, ma anche l’orgoglio per quello che è stato il grande passato del locale: «Non abbiamo mai smesso di crederci, forse addirittura in modo cieco, quando tutto intorno a noi ci diceva che il Sonar era un capitolo chiuso. Ma si sa, a volte non si riesce a vedere lucidamente la realtà se si è travolti dai sentimenti. Cosa è stato ed è il Sonar lo possiamo dire noi con chi lo ha frequentato: una rivoluzione, un Big Bang, una supernova che ha cambiato le nostre vite e, ci permettiamo di dirlo, anche molte altre. Per motivi lontanissimi dalla nostra volontà ha chiuso il suo ciclo, ha arrestato la sua corsa. Inutile spiegare e rispiegare come e perché: è finita, e rimane un’enorme amarezza, pari solo al vuoto che lascia, affettivo certamente, ma anche culturale».

Una resa, quella dei gestori, che ha suscitato nei colligiani una grande ondata di dispiacere e solidarietà, soprattutto da parte delle centinaia di giovani e meno giovani che portano nel cuore i bei ricordi legati al Sonar, alle serate di musica con gli amici, ai primi concerti visti e a tanti avvenimenti personali legati proprio a quel capannone dall’aria vagamente dimessa, che però era stato trasformato in un vero tesoro. Allo stesso tempo, molti hanno espresso la propria rabbia per quello che è apparso come vero e proprio disinteresse da parte della politica colligiana, accusata di non aver fatto nulla per evitare questa conclusione.

Una resa che però non è assoluta, come chiarisce la chiusa della nota dei gestori: «Cosa rimane del Sonar? Un mondo nuovo, coltivato e cresciuto tra le pareti del capannone di Gracciano, che adesso merita di trovare una nuova isola da esplorare. Noi chiudiamo la porta, ma tracciamo come sempre una nuova strada. Come, quando e perché lo sveleremo prestissimo, ma consigliamo alle persone di rimanere con le antenne sintonizzate, perché ci sono grandi e buone novità in arrivo».

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