San Casciano

I cent’anni di don Renzo: “Grazie per questo cammino”

E’ stata una grande festa quella in Propositura. A celebrare la Messa il cardinale Betori

I cent’anni di don Renzo: “Grazie per questo cammino”
Chianti fiorentino, 11 Luglio 2020 ore 17:42

«Sono qui per festeggiare i miei primi cent’anni», ha ironizzato dal pulpito don Renzo Pulidori. È stata una grande festa quella per il proposto emerito. Attesa e organizzata al meglio. Fiore all’occhiello, oltre alla presenza del vescovo Giuseppe Betori, il coro parrocchiale addolcito dal suono delle corde di violino del maestro Massimo Nesi. Ha ancora lo spirito d’umorismo di un ragazzino, don Renzo, e ripercorre con affetto e un pizzico di nostalgia gli anni che furono. Dalla nascita in quel di Barberino di Mugello fino all’ingresso in seminario all’età di 12 anni. «Un prete che vive donandosi a Cristo», come ha detto il cardinale Betori. Era il 15 marzo 1960 quando approdò, dopo Barberino Val d’Elsa, a San Casciano. «Sono state tante le cose che abbiamo fatto insieme», ha ricordato. Tra le opere più importanti il rialzamento del campanile «che oggi abbraccia il cielo» e il Museo Vicariale di Arte Sacra, oggi Museo Giuliano Ghelli. È stato proprio grazie all’intraprendenza e alla sua semplicità se diverse opere, presenti nelle piccole chiese del territorio, sono state custodite fino ad essere esposte in un museo. «Quando fui designato a San Casciano, accettai con difficoltà perché era una parrocchia grande. Invece sono 60 anni che sono qua e insieme abbiamo fatto tante cose belle». Sono ricordi nitidi e chiari quelli del don che ha visto crescere e trasformare il paese e tanti giovani. Gli stessi che domenica non hanno mancato l’appuntamento, stringendosi in un abbraccio virtuale. Sono state 107 le persone sedute in Propositura, accorse sin dalle 4 del pomeriggio, nonostante la Messa fosse fissata alle 18. Nel piazzale antistante alla chiesa tanti i fedeli che hanno voluto esserci così come quelle sedute al cinema Acli. «Ora lo vedete così un po’ emozionato – ha scherzato don Massimiliano Gori, sottolineando quanto la presenza di don Renzo sia tuttora fondamentale – ma prima, quando è entrato in chiesa, ha corso come un cerbiatto». Molti i sacerdoti che hanno voluto esserci. «Il dono più bello che il Signore ha fatto alla nostra parrocchia negli anni del mio ministero», ha sottolineato con orgoglio il don. Presenti alla cerimonia anche il sindaco Roberto Ciappi e l’assessore alla Cultura Maura Masini insieme al comandante dei Carabinieri Mirko Rugi. Sono state parole semplici quelle di don Renzo, con il suggerimento di ritornare al senso di comunità. Perché, parafrasando le sue stesse parole di qualche anno fa, «Gesù pensava alle piccole comunità. Bisogna riprendere il Vangelo come lo presenta adesso Papa Francesco. Il Vangelo dell’amore, della misericordia, che accetta tutti perché il punto di tutto è sempre l’uomo».

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