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POGGIBONSI

Ha la sindrome di Landau-Kleffner dall’età di tre anni. Adesso ha un lavoro in una nota azienda della città

Jacopo Cresti, occhi grandi e capelli rossi, ha 23 anni e da qualche giorno ha finalmente un contratto di lavoro.

Ha la sindrome di Landau-Kleffner dall’età di tre anni. Adesso ha un lavoro in una nota azienda della città
Cronaca Val d'Elsa, 12 Dicembre 2020 ore 11:06

E’ stato assunto. Sì, con un tirocinio formativo. In tempo di Covid è già una notizia che un’azienda faccia una assunzione. Lo è tanto più quando si scopre che ad avere raggiunto l’agognato obiettivo del lavoro, che dovrebbe essere un diritto per ogni persona, è un giovanissimo poggibonsese con difficoltà cognitive scoperte quando era bambino. Conosciutissimo in città, amato e apprezzato all’interno dell’Anffas Alta Valdelsa dove ha trascorso tanto tempo.

Parliamo di Jacopo Cresti, o più semplicemente Jacopo, un ragazzo alto, dagli occhi grandi, i capelli quasi rossi. E la bici di cui va super orgoglioso. Ti guarda e ti riconosce da lontano, Jacopo. Con il suo sguardo dolce, ti saluta e ti viene incontro. Non teme il contatto, non teme la relazione, tutt’altro, cerca lo sguardo delle persone, la loro empatia. E sa restituire tutto il suo sorriso affettuoso, ora come quando era più piccino e lo incontravi tra i ragazzi dell’associazione.
Lavora nella fattoria di Montemorli, appena fuori Poggibonsi, Jacopo, nelle colline vicino alla città valdelsana che si affacciano sulla Valdelsa e guardano verso il Chianti. L’azienda agricola produce olio e vino ed è di proprietà di Carlo Conforti il quale ha voluto il ragazzo con sé. Non un inserimento lavorativo, come era giù successo altre volte nel passato in altre aziende, ma un contratto diverso. Un lavoro, insomma.
Jacopo ha trascorso molto tempo all’Anffas Alta Valdelsa, associazione di volontariato che si occupa di ragazzi con disabilità. Proprio qui ha potuto sperimentare le tecniche agricole dell’orticoltura, orto, ortaggi, ma non solo. Insieme ci sono gli studi in Agraria conclusi qualche anno fa con il massimo dei voti. Un lavoro dunque che è anche passione.

«Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando distogli gli occhi dal tuo obiettivo –  ha scritto la mamma Flavia su Facebook  – Di ostacoli forse ne troveremo ancora, ma il raggiungimento di questo traguardo cancella ogni sacrificio, delusione e amarezza capitati nel nostro percorso. E ora avanti. Grazie a Anffas Alta Valdelsa, a Carlo Conforti, a Fattoria di Montemorli, a Conforti Ortaggi che con la loro professionalità e amore per il proprio lavoro hanno permesso tutto questo, alla mia grande famiglia, a tutti quelli che in un modo o in un altro hanno fatto parte del lungo cammino che ci ha portato fino a qui». La Fattoria di Montemorli è conosciuta per la qualità dei prodotti che produce. E poi ci sono gli ortaggi, dal 2012, «quando abbiamo voluto offrire anche ai nostri amici e clienti il piacere di gustare delle ottime verdurine di stagione –  raccontano di sé – Tutti hanno apprezzato e l’orto ha iniziato a crescere».

La storia


Jacopo Cresti
ha 23 anni ed all’età di 3 anni ha manifestato i sintomi della sindrome di Landau-Kleffner, «Un’encefalopatia epilettica in cui si osserva una regressione dello sviluppo, in particolare dell’area del linguaggio, con conseguente afasia», ha raccontato la mamma, Flavia Grazi. «Questa sindrome gli ha causato un ritardo cognitivo e difficoltà di socializzazione in quanto, non avendo imparato a parlare, non decodifica il messaggio verbale, come se fosse non udente. Per questo ha iniziato ad imparare la LIS (Lingua Italiana dei Segni), prima tramite una logopedista, poi frequentando dai 5 ai 13 anni una scuola specializzata situata a S. Croce di Carpi».
Proprio a Carpi, Jacopo ha imparato non solo a comunicare con modalità non verbale, ma anche a stare insieme ad altri bambini senza isolarsi, a rispettare le regole e ad avere comportamenti adeguati. «Dopo questo periodo, ha concluso il suo percorso scolastico tra Poggibonsi e Siena, dove nel 2018 ha conseguito un attestato di Perito Agrario con il punteggio di 100/100».

Nel 2013 Jacopo Cresti ha iniziato a frequentare il laboratorio di orto presso Anffas Alta Valdelsa. «Questa Associazione si occupa di ragazzi con disabilità cognitiva erelazionale tramite laboratori di educazione al lavoro, percorsi sull’affettività ed inserimenti socio terapeutici lavorativi seguiti da tutoraggio», spiega la mamma. Quindi il contratto di tirocino formativo è un risultato anche per l’associazione che da tanti anni opera sul territorio con un obiettivo preciso: dare dignità ai ragazzi con disabilità. Il lavoro è parte integrante di questo percorso. Il lavoro, del resto, è il primo tassello della crescita personale e della capacità di essere libero di un essere umano.
Nel suo percorso con gli studi Jacopo ha iniziato con un inserimento di una volta a settimana in un’azienda agricola di Barberino, poi è passato ad un’altra di Poggibonsi che frequentava per due volte a settimana. «Per motivi vari si è interrotto anche questo inserimento e dopo poco tempo si è aperta la possibilità di farne partire uno nuovo presso la Fattoria di Montemorli. Qui Jacopo ha iniziato una vera e propria collaborazione con Carlo Conforti, proprietario con la famiglia dell’azienda, il quale con pazienza e capacità gli ha insegnato il lavoro dei campi vero e proprio, rendendolo autonomo in diverse mansioni, tanto da manifestare l’intenzione di un’assunzione, che si è concretizzata a fine novembre in un contratto di tirocinio formativo».

Un percorso finito bene. Una storia bella. Di quelle che ti fanno vedere con positività anche il periodo che stiamo vivendo. Una storia bella anche perché si è conclusa con un obiettivo raggiunto. Uno scalino in più salito nel percorso della vita di questo giovane uomo, simpatico, affettuoso e caloroso. «Jacopo adesso è veramente un adulto, felice della sua vita e del suo “lavoro”, si relaziona con tutti non curandosi della sua difficoltà di comunicazione anzi, trovando modi diversi per farsi capire, è benvoluto da tutti proprio per la sua unicità e affettuosità».

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