Il contrasto

Greve in Chianti, Metaenergia spiega il progetto ma cittadini e imprenditori turistici “bocciano” l’impianto in zona Testi

Greve in Chianti, Metaenergia spiega il progetto ma cittadini e imprenditori turistici “bocciano” l’impianto in zona Testi
Chianti fiorentino, 19 Luglio 2020 ore 19:05

Un “no” quasi unanime alla centrale termoelettrica di Metaenergia a Testi. Circa 60 persone, il 2 luglio, hanno partecipato all’incontro pubblico in piazza Matteotti, ultimo step del percorso partecipativo sull’impianto che potrebbe sorgere a fianco della Sacci. Sul palco, ospiti del sindaco Paolo Sottani, i rappresentanti di Metaenergia, tra cui il direttore generale Oreste Tasso, che si sono confrontati per più di due ore con la cittadinanza, con i produttori di vivo e, in generale, con chi vive di turismo. Non sono mancati i confronti accesi e le stilettate, alcuni cittadini si sono anche sentiti minacciati quando l’avvocato Domenico Vitale, difensore di Metaenergia, ha dichiarato che, qualora la centrale non si farà, tutelerà i propri clienti chiedendo i danni. Ma andiamo per ordine.
La serata si è aperta con il primo cittadino grevigiano che ha riassunto la situazione, nata nel 2002 con un ricorso al Tar del Consorzio del Chianti Classico ritirato quando fu fermata la turbina. Sei anni dopo la centrale venne autorizzata con una convenzione urbanistica stipulata con l’allora Volta Spa per quasi 2,9 milioni di euro. La centrale fu realizzata, ma non le opere indicate nella convenzione così il Comune fece un ricorso al Tar nel 2016. La sentenza del 23 gennaio 2019 dette ragione all’amministrazione sulle opere di mitigazione ambientale. Nel frattempo Metaenergia ha proseguito l’iter richiedendo l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), bocciata dalla Regione Toscana su indicazione del Comune di Greve.
«Quello di Testi è uno degli otto impianti in Italia che servono alla comunità per lo sviluppo delle fonti rinnovabili – ha spiegato Tasso – Perché proprio a Greve? Principalmente tali impianti sorgono dove ci sono richieste, ma abbiamo cercato delle zone dove sono presenti già siti predisposti. L’impianto è di nuova generazione a gas metano, con grossi motori a quattro tempi che si stima che saranno in funzione non più di 2.000 ore l’anno. Il ministero dell’Ambiente ed il Mibact hanno detto che l’impatto sarà nullo, così abbiamo iniziato il percorso regionale: sono stati tutti favorevoli tranne il Comune». Tasso ha ricordato anche che la convenzione stipulata con Volta è tuttora in essere, ma «le opere non sono necessarie. Noi, comunque, ci impegneremo a fare le opere di urbanizzazione che il Comune ci indicherà per lo stesso importo della convenzione».
Poi la parola è passata ai tecnici che hanno mostrato dei grafici. «Per quanto riguarda la dispersione atmosferica di inquinanti come gli ossidi di azoto ed il monossido di carbonio – hanno spiegato – le ricadute generate dalla centrale risultano non significative ai fini della variazione dello stato attuale di qualità dell’aria». Per i tecnici di Metaenergia, anche i fabbisogni idrici «sono pochi» e verrebbero utilizzati soprattutto «gli scarichi e l’acqua piovana». E, per quanto concerne l’impatto acustico, sarebbe inferiore a 40 decibel a 100 metri di distanza.
Poi la parola è passata ai cittadini, con Moreno Vannoni che ha letto un lungo documento per rappresentare la propria contrarietà all’opera. «Il Chianti è una delle terre più belle ed armoniose del mondo – ha spiegato tra gli applausi del pubblico – Qui si producono il vino e l’olio più buoni. Qui è cresciuto il turismo internazionale. Siamo una città slow, qui è pieno di borghi, arte e storia. Il Chianti è un marchio di eccellenza ed il nostro territorio è candidato Unesco. Siamo contrari ad una fabbrica di anidride carbonica. L’Unione europea punta alle zero emissioni entro il 2050, la Regione Toscana addirittura entro il 2030, perché qui bisogna fare il contrario? Bisogna preservare le future generazioni. Le quattro ciminiere di 30-35 metri avranno un impatto visivo forte ed i turisti si rifiuteranno di andare dove ci sono le ciminiere». Dal canto suo, Tasso ha ribattuto dicendo che «la centrale non è un ecomostro, serve per valorizzare il territorio ed è coerente con esso. Centrali di questo genere andranno a sostituire gli impianti a carbone». Senza tralasciare qualche stoccata al popolo, giudicato spesso “ignorante”, nel senso che «non sa» di cosa si stia parlando. A supporto delle tesi di Metaenergia è intervenuto l’ingegnere Giordano Bindi, che ha attaccato le aziende del territorio che avevano espresso un parere negativo sulla centrale termoelettrica. «Chiedo ai cittadini ed alle aziende: come credono che si produca l’energia elettrica necessaria? Non ci sono evidenze scientifiche che affermino che la centrale a gas sia nociva per la vita, per il territorio, per il biodistretto. I pareri negativi non sono suffragati dalle evidenze».
Simone Secchi, capogruppo di Viva-Cittadini per Greve in Chianti, ribadendo il proprio netto «no alla centrale, che sia a Greve o da qualsiasi altra parte», ha puntato il dito contro il Comune, il cui percorso è stato definito «non lineare», soprattutto per aver avuto contatti con Metaenergia circa tre anni e mezzo fa «sul contenzioso e sui problemi del rumore», come spiegato da Tasso.
La partita decisiva, però, si giocherà tra gli avvocati. Vitale di Metaenergia ha ribadito che il Tar ha condannato Volta, ma il progetto di Metaenergia è diverso e quindi sarebbero da ridiscutere le opere di mitigazione. «Ribadiamo la disponibilità dei miei clienti a fare le opere se verrà approvato il progetto. Se arriverà il “no”, noi chiederemo il risarcimento dei danni perché riteniamo di essere nel giusto». Piccata la risposta del sindaco: «vi dimenticate che vale anche il parere del Comune». Cosa ribadita dall’avvocato difensore del Comune: «nel merito, l’ultima parola spetta al Consiglio comunale. In Italia, quando c’è un contratto, per poterlo cambiare bisogna essere in due: la Regione ha detto a Metaenergia di trovare la soluzione con il Comune perché c’è un contratto. Al Consiglio comunale spetta valutare l’interesse urbanistico». Davvero tante le prese di posizioni contrarie alla centrale, da quella del consigliere Fabio Baldi a quella di Carlotta Gori del Consorzio Chianti Classico per cui «la valorizzazione economica della centrale svalorizza l’economia del Chianti». Passando per quelle del produttore di vino Luigi Cappellini e di Victoria Olivia Matta del Castello Vicchiomaggio, fino a quella dell’ex sindaco Giuliano Sottani per cui il progetto «è serio, ma in contrasto netto con il Chianti e le sue vocazioni». A fine settembre, intanto, ci sarà la decisione del Consiglio di Stato.

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