L'APPELLO

Gli operatori turistici: «Il Chianti è sicuro passate le vacanze qui»

Tanta la voglia di ripartire e da queste parti ci sono tutte le condizioni per passare le vacanze.

Gli operatori turistici: «Il Chianti è sicuro passate le vacanze qui»
Chianti fiorentino, 27 Maggio 2020 ore 13:25

Gli operatori turistici: «Il Chianti è sicuro passate le vacanze qui».

In ordine hanno scritto al presidente Conte, al governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, e infine al presidente Sergio Mattarella. Adesso hanno anche costruito anche un gruppo life chianti.net. Perché si sa l’unione fa la forza. L’idea è quella di costruire qualcosa che funzioni anche per il futuro e che possa far cambiare la mentalità nel fare turismo. Ma veniamo ad oggi. Tante le difficoltà come è stato più volte sottolineato e pressoché nulle le risposte. La loro richiesta è semplice: abbiamo sempre pagato migliaia di euro di tasse, adesso siamo noi ad avere bisogno. Loro sono gli operatori turistici del Chianti e non solo. Ne abbiamo parlato con Alessio della locanda Il Gallo a Chiocchio.

«Abbiamo pensato di costituire un gruppo di operatori. Il nostro messaggio è chiaro: nel Chianti si può venire a passare le vacanze perché è un posto sicuro». Gli effetti del Covid si sono fatti sentire sin da subito. Centinaia le prenotazioni cancellate. «Noi apriamo da lunedì ma le aspettative non sono buone. Il turismo è ginocchio e dall’altra parte gli altri paesi ci stanno facendo la guerra. Dobbiamo far capire che le nostre strutture sono sicure esattamente come negli altri paesi d’Europa si può venire e mangiare in sicurezza».

Il messaggio è chiaro. «Il Chianti è organizzato e gestito bene dai ristoranti agli agriturismi fino negozi di vicinato. Il problema rimane perché la stagione è già bruciata. Vediamo cosa succederà per l’altra metà – ha detto Alessio – Ci auguriamo che migliori perché altrimenti sarebbe un vero dramma che ricadrebbe su tutto il territorio».

 

A rimetterci non sono solo gli operatori turistici, ma anche tutto ciò che ci gira intorno. «Io ho 11 dipendenti e ripartirò forse con la metà. Il problema sarà anche per il tessuto sociale». Per molti le aspettative erano molto alte. Poi sono arrivate le cancellazioni. Intanto qualche segnale, seppur lieve, di ripresa c’è. A dirlo è la Coldiretti Toscana. Con la riapertura degli agriturismi toscani che registrano un debole e lento andamento delle prenotazioni dopo il lungo periodo di lockdown in vista della prossima stagione estiva per non perdere le 60mila presenze nelle campagne toscane in estate durante la quale si rischia che solo il 20% degli italiani andrà in vacanza. «In Italia sono 23.000 gli agriturismi che offrono la possibilità di stare all’aria aperta lontano dalle preoccupazioni e di questi ben 4.500 si trovano in Toscana dove leader dell’ospitalità agrituristica regionale è Siena con 1150 aziende seguita da Grosseto con 960 e Firenze con 600. I posti letto dell’agriturismo toscano contano 31mila camere e 700 piazzole», ha detto Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana.

 

«Gli agriturismi – ha aggiunto Coldiretti Toscana – spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche e con l’arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa evitare il pericoloso rischio di affollamenti al mare o nelle città». Per vivere in tranquillità la sosta e il soggiorno nelle aziende agrituristiche l’associazione Terranostra di Coldiretti ha stilato un vademecum di comportamenti sia per i servizi di ristorazione che per l’alloggio.

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