Cronaca
POGGIBONSI

Gattini chiusi un sacchetto e gettati nel cassonetto

A metterli in salvo sono stati i volontari dell’associazione «A...Mici Miei», che si occupa dell’adozione dei gatti in provincia di Siena. Una seconda opportunità per i micetti. Ma quello che potrebbe sembrare un caso isolato non lo è affatto.

Gattini chiusi un sacchetto e gettati nel cassonetto
Cronaca Val d'Elsa, 03 Luglio 2021 ore 09:04

Chiusi un sacchetto e gettati nel cassonetto. Gatti abbandonati in zona Borgaccio

Gattini chiusi un sacchetto e gettati nel cassonetto

Chiusi in un sacchetto e gettati in uno dei cassonetti nella zona di Borgaccio. E’ successo qualche settimana fa. A metterli in salvo sono stati i volontari dell’associazione «A...Mici Miei», che si occupa dell’adozione dei gatti in provincia di Siena. Una seconda opportunità per i micetti. Ma quello che potrebbe sembrare un caso isolato non lo è affatto. Non è la prima volta che succede, infatti. Già diversi i casi in città. A spiegare meglio il fenomeno è Eleonora Stucchi di «A...Mici Miei».

Stucchi, cosa è accaduto?
«Non è la prima volta che succede, purtroppo. Nel caso specifico possiamo dire che i gattini in questione sono sopravvissuti e questo è di per sé un aspetto positivo. Negli anni è accaduto più volte di trovare dei gatti chiusi in un sacchetto e poi gettati in un cassonetto. È una tecnica che viene utilizzata, purtroppo in tutta Italia, anzi oserei dire in tutto il mondo. Non è un evento di per sé che si verifica solo in questo territorio. La problematica principale di questo fenomeno è che i gattini sono di difficile individuazione. Mi spiego meglio, se un gatto viene abbandonato anche da cucciolo cerca di sopravvivere fino a quando non viene ritrovato. Gli abbandoni nei cassonetti hanno invece la finalità di uccidere i gattini. Non c’è un controllo specifico nei cassonetti, quindi anche se vogliamo fare delle stime possiamo far riferimento esclusivamente a quelli che vengono ritrovati, perché qualcuno andando a gettare l’immondizia sente miagolare e di conseguenza scopre il misfatto».

Vengono anche semplicemente lasciati nei pressi?
«È accaduto, anche in città, di ritrovare intere cucciolate accanto ai cassonetti. A volte ci arrivano da soli in cerca di cibo».

Perché accade ciò?
«Questo avviene perché c’è molta ignoranza. I padroni non conoscono le associazioni che ci sono sul territorio che si occupano di gatti, non sono a conoscenza del fatto che i loro gatti possono essere sterilizzati tramite Asl, non capiscono che per la loro gatta potrebbe essere un beneficio essere sterilizzata piuttosto che continuare a fare gattini che poi vengono abbandonati. Non capiscono neanche che ogni qual volta un gattino viene strappato dalla sua gatta scattano dei meccanismi che fanno soffrire entrambe. Emotivamente gli stai strappando il loro cucciolo».

Qual è il lavoro della vostra associazione?
«Nel momento in cui vengono gettati dei gattini e vengono ritrovati ci attiviamo per affidarli ad una balia. Rispetto a come vengono ritrovati vengono affidati ad una persona specifica con competenze particolari. Non vengono comunque mai ricoverati e non vengono lasciati ai veterinari perché curare un gatto abbandonato richiede uno sforzo totale ed in questo i professionisti non possono avere del tempo a disposizione, per questo ce ne occupiamo noi».

Dopo cosa accade?
«Una volta recuperati i gattini vengono portati allo svezzamento. A circa due mesi vengono vaccinati e viene ricercata un’adozione. Si cerca sempre un’adozione in casa, sono anche dei gatti deboli sotto molti profili. Non hanno avuto una mamma-gatta per svezzarli e che gli ha insegnato come muoversi e come riconoscere i pericoli».

Dove si trova la vostra associazione?
«In questo momento abbiamo un fondo anche a Staggia e ci stiamo prendendo carico di quasi tutta la provincia a parte la zona sud, della quale se ne occupa un’altra associazione. Abbiamo bisogno di volontari anche perché le situazioni di abbandono sono tante».

Di che numeri si parla?
«Normalmente il periodo durante il quale vengono abbandonati più gattini è da aprile fino ad agosto, ma ci sono alcuni casi a settembre. Dei gattini ritrovati nei cassonetti ne possiamo contare almeno 15 all’anno in tutta l’area della Valdelsa. Più quelli abbandonati in generale, sono circa 120 gattini, tra Siena e la Valdelsa. In città quelli che vengono abbandonati nei cassonetti facendo una media degli ultimi due anni sono circa sette all’anno, quindi due cucciolate. Questi, però, sono quelli che vengono ritrovati, poi ci sono quelli che invece muoiono per soffocamento e non vengono neanche contati. Ricordo che il 2019 per la città fu un brutto anno, ne buttarono otto tutti insieme, in una sola volta. La preoccupazione è proprio per quelli che non vengono ritrovati».