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Firmato il Manifesto per il futuro che sogniamo

Tra i firmatari sindaci e rappresentanti delle grandi religioni della Toscana.

Firmato il Manifesto per il futuro che sogniamo
29 Settembre 2019 ore 17:49

C’è il Manifesto per il futuro che sogniamo, già 26 i firmatari.

Firmato il Manifesto

La quarta edizione del Festival Economia e Spiritualità – che quest’anno ha fatto tappa a Prato, Lucca e Capannori – si chiude con il lancio del Manifesto per il futuro che sogniamo, a partire da dove viviamo, scritto da un gruppo trasversale di persone “animate dal desiderio di contribuire a generare una nuova visione dell’Italia”.

Il documento porta le firme di 26 persone, dai sindaci di alcune città toscane ai rappresentanti delle grandi religioni.

“L’intento è che questa iniziativa sia una scintilla che inneschi un processo di cambiamento – si legge – che, partendo da una maggiore consapevolezza individuale e da una pacificata interiorità, permetta la realizzazione di azioni che portino questo Paese a riappropriarsi del proprio futuro, partendo dalla sua storia e dalla sua appartenenza alla casa comune Europa”.

Da cosa si parte

Punti di riferimento del gruppo sono l’Enciclica Laudato Sì e l‘Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

“L’Italia che sogniamo è un’Italia con una leadership che indichi la strada cercando di rispondere alle necessità delle generazioni attuali includendo tutti – si legge nel documento – Sogniamo un’Italia capace di intraprendere una coraggiosa rivoluzione culturale e spirituale, che permetta sviluppi positivi e sostenibili; un’Italia che conosca e rifletta sul proprio passato, recuperando i valori e i grandi fini come punto di partenza per affrontare il futuro”.

Agire locale…

E’ dalle comunità locali, da chi vive con coraggio la quotidianità, che deve partire la sfida per un futuro diverso.  Quella che viene proposta è una sorta di rivoluzione pacifica con quattro capisaldi: comunità locali, spiritualità con apertura a tutte le religioni, accoglienza e sostenibilità. Si tratta di una chiamata alla responsabilità personale di tutti, ad abbandonare senso di impotenza e paura per svolgere un ruolo attivo, proprio nelle comunità dove ciascuno vive. “Le comunità locali rappresentano la forma di convivenza più adatta a reggere le sfide sociali, ambientali ed economiche del Terzo Millennio e a innescare un salto di qualità della coscienza collettiva, a fare bene le cose buone”, si sottolinea nel manifesto.

Ed ecco i firmatari che hanno sottoscritto il manifesto come impegno personale: Alessandro Agostini, presidente Associazione “direzione Europa” Gabriella Arcadu, Direttore 4change, consulente Nazioni Unite; Massimo Bergamasco, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Matteo Biffoni, sindaco di Prato; Mario Biggeri, Università di Firenze; Ugo Biggeri, presidente di Etica sgr, già Presidente di Banca Etica; Guglielmo Bongiorno, sindaco di Cantagallo; Guidalberto Bormolini, monaco Ricostruttori nella preghiera; Ilaria Bugetti, consigliere della Regione Toscana e segretario dell’AICCRE; Francesco Cecchetti, assessore alla Cultura del Comune di Capannori; Andrea Cecconi, presidente Fondazione Ernesto Balducci Vannino Chiti, già ministro e già Presidente della Regione Toscana; Imam Izzeddin Elzir, vice-presidente della Scuola Fiorentina di Alta Formazione per il Dialogo Interreligioso e Interculturale, consigliere nazionale dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia; Grazia Francescato, leader ambientalista, già Presidente del WWF Italia e dei Verdi; Renzo Funaro, presidente Associazione Opera del Tempio Ebraico di Firenze; Osman Mohamed Gaal, presidente della Comunità Somala in Toscana, già vice Presidente della Consulta Regionale per Immigrazione presso la Regione Toscana; Svamini Hamsanandha Ghiri, vicepresidente dell’Unione Induista Italiana; Alessandro Martini, assessore del Comune di Firenze, già direttore della Caritas Firenze; Giuseppe Mascambruno, giornalista e già direttore de La Nazione; Luca Menesini, sindaco di Capannori; Rosa De Pasquale, già Capo Dipartimento per il sistema educativo, di istruzione e di formazione del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Francesco Poggi, già sindaco di Borgo a Mozzano; Osama Rashid, vicepresidente della Camera di Cooperazione Italo-Araba e Segretario generale della Scuola Fiorentina di Alta Formazione per il Dialogo Interreligioso e Interculturale; Filippo Scianna, presidente dell’Unione Buddhista Italiana; Kuassi Roger Sessou, coordinatore dell’Unione delle Comunità Africane d’Italia; Simone Tani, Fondazione per la ricerca e innovazione.

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