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Montaione

Fiocco azzurro alla Misercordia: è nato Nathan

Il codice giallo si è trasformato velocemente in un intervento con automedica: non c’è stato il tempo di raggiungere l’ospedale. La gioia della famiglia Derolikaj

Fiocco azzurro alla Misercordia: è nato Nathan
Cronaca Chianti fiorentino, 06 Giugno 2021 ore 16:00

Fiocco azzurro per la Bravo 6101 della Misericordia di Montaione. Se non fosse per la divisa che indossano si potrebbe pensare di cercare tra i volontari il padre del piccolo Nathan, tanto sono raggianti. Fabio Bagni, Giancarlo Latina e Samuele Faggioli sono i tre volontari che lunedì 17 maggio hanno assistito all’evento più lieto che in questo tipo di missione possa arrivare, proprio loro che sono sempre pronti ad affrontare le situazioni più difficili quando il telefono dell’emergenza squilla. «La chiamata dal 112 è arrivata intorno alle 22:45 - ha raccontato Giancarlo - La prima bella notizia era che non si trattava di Covid, che di questi tempi non è poco, la seconda che era un codice giallo per un “fine gravidanza”». Arrivati a tre chilometri dalla destinazione, una nuova chiamata cambia lo scenario e l’umore dei volontari: sul posto sta per arrivare anche l’automedica, non si tratta più solo di un codice giallo. «Quando siamo arrivati la signora era già in auto - ha raccontato Fabio - Il marito stava provando ad accompagnarla ma vista la situazione aveva deciso di chiedere aiuto al Servizio Emergenze. Le contrazioni erano già molto ravvicinate e lei non riusciva nemmeno ad alzarsi per sdraiarsi sulla barella, ma era tranquilla». Ad essere agitato era invece il marito, che avrebbe voluto far partire subito l’ambulanza per raggiungere l’ospedale. I volontari hanno dovuto prestare tante attenzioni a lui quanto alla partoriente, spiegandogli che non potevano partire finché non fosse sopraggiunta l’automedica. Quando la dottoressa è arrivata, dopo aver visitato la donna si è resa subito conto che il momento era quasi arrivato e che il bambino aveva fretta di nascere. «Siamo partiti a sirena “veloci ma vai piano” - ha raccontato l’autista Giancarlo - per evitare gli scossoni di dossi e dissuasori. Non avevamo ancora fatto cinquecento metri quando la dottoressa, che nel frattempo era salita a bordo, ha chiesto di fermare l’ambulanza perché si erano rotte le acque. Ci siamo fermati in sicurezza e non c’è stato nemmeno il tempo di prendere lo zaino pediatrico che già il bambino si affacciava al mondo. A quel punto abbiamo fatto spazio al padre». Gezim Derolikaj ha avuto appena il tempo di avvicinarsi per vedere il suo terzo figlio nascere alle 23:40 nell’ambulanza parcheggiata in via Toscana e scoppiare in un pianto liberatorio per una vicenda finita nel migliore dei modi, con la nascita di un bellissimo bambino. «Magari avere cento emergenze così - ha raccontato Samuele, trentatré anni di servizio in Misericordia - È stata un’esperienza tosta e bella e abbiamo cominciato a realizzare quanto era successo solo quando siamo arrivati in ospedale e abbiamo “consegnato” il bambino al personale medico. Siamo andati a lavoro il giorno dopo senza aver potuto chiudere occhio tanta era l’eccitazione. Per fortuna è andato tutto bene». Un’emozione condivisa da tutti i circa ottanta volontari dell’associazione per cui questo rappresenta il primo parto in assoluto, nonostante i tanti decenni di attività. «Vedo nascere il secondo bambino della mia vita a ventitré anni di distanza da mia figlia - ha raccontato Fabio, volontario da otto anni - Un’altra bella emozione davvero. Facciamo il possibile per fare del bene e sono contento che ci siamo riusciti anche stavolta». Sabato scorso la grande famiglia della Misericordia ha accolto i fortunati coniugi e i loro tre bambini, Joseph, Rayan e il piccolo Nathan, per festeggiare il lieto evento. «È bravo e fa dormire la notte - ha raccontato la mamma Somila Maci, ventisei anni - Deve aver capito di essere stato fortunato». Ancora più emozionato il padre, che non dimenticherà facilmente una notte di adrenalina pura. «È stato un mix di sensazioni molto forti - ha ricordato - Siamo passati così velocemente dalla preoccupazione alla gioia. Guardavo i volontari negli occhi e ho sentito che stavamo tutti provando la stessa emozione. Il bambino ci ha messo quattro giorni in più per nascere ma quando ha deciso che era venuto il momento non ha voluto più saperne di aspettare». Grande soddisfazione è stata espressa anche dal governatore Nicola Luongo: «Questo episodio è la dimostrazione di quanto sia importante la forza del volontariato nelle nostre piccole comunità - ha sottolineato - Questo parto è diventato una festa per tutti perché la Misericordia è una grande famiglia. Ringraziamo questa bella coppia e i loro bambini per averci dato questa opportunità e questa gioia».