Poggibonsi

Farmacia Del Zanna, una storia lunga 300 anni

Super compleanno per la struttura aperta nel 1720. Libri, strumenti e formulari per esercitare la professione di speziale e farmacista raccontati via social

Farmacia Del Zanna, una storia lunga 300 anni
Val d'Elsa, 31 Agosto 2020 ore 15:17

Ci sono le attrezzature per fare le medicine, risalgono a quando il farmacista aveva le chiavi della medicina e le confezionava lui. Per questo ci sono dei manuali antichissimi. E poi i libri contabili. Che solo a sfogliarli ci passeresti qualche giorno. Ti rapiscono, ti fanno fare un viaggio nel tempo. E forse trovi anche qualche antenato

Visitare l’archivio della Farmacia del Zanna è una esperienza, che la famiglia titolare della struttura avrebbe piacere di far fare a tutti i poggibonsesi. Covid permettendo vedremo cosa sarà possibile per festeggiare come si deve la storia. Sì, perché qui c’è la storia, con la “s” maiuscola. Questa farmacia che è nel cuore di Poggibonsi, in via Maestra, a pochi passi dal piazza Cavour, nasce infatti nel 1720. Del tutto di rilievo dunque il compleanno che in questo anno stravagante si festeggia: ben 300. Invece la famiglia Del Zanna, che ne ha la proprietà e gestione da allora, e che ha tramandato la scienza farmaceutica di padre in figlio nel corso delle generazioni, ha radici poggibonsesi addirittura da primadel ‘700. L’albero genealogico della famiglia, che fa bella mostra di sé nell’archivio, risale addirittura al ‘500. Una famiglia borghese che è diventata negli anni il cuore stesso della farmacia locale.

Inevitabile pensare di non festeggiare un traguardo così importante. Ma il Covid ci ha messo lo zampino. «Quest’anno la Farmacia Del Zanna festeggia 300 anni di attività nella città di Poggibonsi –  commenta la famiglia tramite la pagina Facebook della farmacia – Per questa ricorrenza avevamo pensato ad alcune iniziative che purtroppo l’emergenza Covid 19 ci ha bloccato sul nascere. Non volendo rinunciare completamente a festeggiare questo traguardo con tutti voi, abbiamo deciso di utilizzare i nostri canali social Facebook e Instagram per mostrarvi tutto il materiale a nostra disposizione, ovvero libri, strumenti, formulari, attrezzi e documenti che in questi 300 anni sono stati necessari per esercitare la professione di speziale (prima) e di farmacista (poi) per la città di Poggibonsi e per i suoi abitanti». Un viaggio lungo 300 anni nelle radici del territorio. «E chissà che qualcuno non ritrovi i suoi avi nella storia della salute pubblica delle persone, delle piante e degli animali della nostra città».

Per chi ha le radici qui in Valdelsa è impossibile non trovare un avo o comunque una omonimia, almeno nel cognome. Nei libri contabili sono raccolti in modo ordinato nome, cognome, il mestiere, la data, dare e avere delle singole spese. C’è un archivio contabile del 1790 con tutti i conti saldati. Ma ce ne è anche uno del 1894 dove si trova un tal “Salvadori Ulisse” che suona familiare. E poi tanti cognomi che, per chi ha un po’ di confidenza con la storia di questo territorio, sono più vicini di quanto le date impresse sui libroni dei conti non fanno immaginare.  E tutti insieme rappresentano una enorme storia delle medicine che i poggibonsesi hanno preso negli anni. Perché accanto al prezzo saldato c’è il nome e la tipologia di farmaco che la Farmacia Del Zanna preparava e consegnava.

In questo speciale archivio ci sono i manuali di farmacia. Il libro più antico è del 1585, ben prima dell’apertura dellaFarmacia Del Zanna. E poi testi in francese, testi che catalogano tutte le erbe della zona, erbe che molto probabilmente erano la base per la preparazione dei farmaci. Del resto i farmacisti questo facevano: preparavano i medicamenti, non solo eseguivano ciò che diceva il medico, bensì erano loro a pensare le soluzioni per la salute delle persone. Non a caso nel tempo è nato il percorso di laurea universitaria utile per diventare farmacista. Ed ancora, farmacia voleva dire anche porzioni per la vinificazione, ad esempio, riportate minuziosamente nei libri contabili. Altrettanto affascinanti sono gli strumenti: biberon in vetro, misuratori. E salta fuori anche uno strumento a prima vista strano, ma di cui poi si capisce bene il funzionamento: con quell’arnese si confezionavano le supposte.

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