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Dopo 60 anni, i Zani chiudono. Addio ad una pagina di storia: «Non c’era più ricambio»

Nata nel 1960 grazie ad una storia tutta familiare, in breve si è affermata come azienda leader in Italia.

Dopo 60 anni, i Zani chiudono. Addio ad una pagina di storia: «Non c’era più ricambio»
Val d'Elsa, 14 Settembre 2020 ore 15:14

La loro era la cucina di avanguardia e design degli anni ’60, tra le più desiderate. Se andiamo a vedere le vecchie foto delle nonne, ecco che vengono fuori i mobili in legno scuro con l’anta bianca, con le gambe arricciate, senza lo zoccolo, oggi inderogabile in una cucina. E poi le dimensioni: mobili più piccoli in spazi enormi, perché di media erano più grandi tutte le cucine e le case. 

Un nome super conosciuto quello di Cucine Zani che oggi viene consegnato alla storia economica della Valdelsa e dello sviluppo industriale e, in particolare, del settore del mobile che ha connotato l’economia e il boom di questo territorio tra il 1960 e l’inizio degli anni ’80. Per l’azienda si è aperta la procedura di liquidazione per fallimento, con i libri già in tribunale. Una procedura quasi attesa. Ma che provoca sicuramente rammarico perché è una porta che si chiude. E anche tanti interrogativi sul futuro imprenditoriale locale e sul rinnovo della classe imprenditoriale, sul passaggio insomma dai padri che hanno fatto il boom ai figli nelle tante aziende familiari della zona.

«Lo dovevano fare prima del lockdown poi tutto si è fermato causa Covid», ha raccontato Daniela Miniero, Cgil Fillea che ha seguito la vicenda. «L’azienda ha chiuso per mancanza di continuità di gestione – ha spiegato – La crisi qui ha colpito, ma è mancato anche il ricambio generazionale a livello dirigenziale. C’è un fallimento in proprio insomma. E una crisi determinata da tanti fattori diversi. L’azienda ha preferito fare questa scelta». 
Non era più la Cucina Zani di un tempo, insomma, anche se l’azienda si era rinnovata e presentava le sue collezioni rivendicando la storia e una tradizione ampiamente documentata. «La crisi del 2009 ha investito tutti – ha fatto notare Miniero – Cucine Zani si era ridotta molto anche di personale con tre operai ed un montatore. Forse ci voleva più un pizzico di coraggio in più da parte di chi poteva prendere in mano la situazione. E’ un po’ lo specchio di quello che avviene quando manca la classe dirigente. Un conto è l’imprenditore che si è fatto da solo, un conto il figlio o il parente a cui si è presentata una situazione che non conosce. E questa è la conclusione. Sicuramente c’è una concomitanza di cause, ma questa azienda familiare non era più in crisi di tante altre». 

Il 22 dicembre ci sarà in tribunale l’udienza per il fallimento. Perdono il lavoro tre operai. «Per loro si apre il percorso della Naspi, uno aggancia la pensione, un altro già collabora con un’altra azienda, un altro aveva un contratto a termine con un’altra azienda ed ora non è stato richiamato. E’ giovane, speriamo di ricollocarlo. L’autunno è un banco di prova per tutti. Alcune aziende sono ripartite bene, non hanno disdette e hanno il magazzino pronto. Altre invece le difficoltà le hanno». Cucine Zani nasce nel 1960 grazie alla storia imprenditoriale della famiglia Zani. In breve si è affermata come azienda leader in Italia nel comparto delle cucine artigianali legate alla Toscana. Un patrimonio di cui essere orgogliosi.

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