SAN CASCIANO IN VAL DI PESA

Divelta la lapide che ricordava la coppia francese trucidata dal mostro di Firenze

Nella piazzola agli Scopeti era stata messa una targa in memoria di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveicvhvili.

Divelta la lapide che ricordava la coppia francese trucidata dal mostro di Firenze
Chianti fiorentino, 20 Ottobre 2020 ore 21:11

Divelta la lapide che ricordava la coppia francese trucidata dal mostro di Firenze. Siamo nella piazzola dove avvenne uno dei delitti più efferrati attribuiti al mostro di Firenze. Proprio in loro memoria e per volontà di Francesco Cappelletti e Francesca Calamandrei è stata divelta e gettata da una parte. Del caso stanno indagando i carabinieri.

Nei prossimi giorni si saprà se il caso dei due francesi verrà archiviato o meno

Non si è ancora espresso il gip di Firenze all’opposizione di archiviazione sugli ultimi omicidi del mostro di Firenze. Lo farà in questi giorni anche se l’avvocato Vieri Adriani, legale dei familiari di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, i due fidanzati francesi uccisi a Scopeti nell’85, non è molto positivo.
«Credo che si vada verso l’archiviazione, anche se mi sono più volte opposto. Adesso le strade da prendere sono chiaramente due: o c’è il decreto di archiviazione o un invito alla prosecuzione delle indagini». E su quale dovrebbe essere la strada da percorrere Adriani non ha dubbi.

Le parole dell’avvocato della famiglia, Vieri Adriani

«Sono molteplici i motivi per cui si dovrebbe continuare». Ancora troppe le zone d’ombra per uno dei fatti di cronaca più oscuri della storia del nostro territorio. «Dal mio punto di vista sono stati sottovalutati numerosi indizi già presenti agli atti – ha evidenziato ancora l’avvocato – In secondo luogo si sono manifestate delle necessità di accertamenti probatori che invece non sono stati svolti». La lista è molto lunga.
Ma facciamo un passo indietro. Nei giorni scorsi si è tenuta l’udienza per decidere l’opposizione alla richiesta di archiviazione che il pm Luca Turco ha chiesto riguardo alle posizioni di Giampiero Vigilanti e Francesco Caccamo, ultimi due indagati per i delitti del mostro. Il giudice per le indagini preliminari, però, Angela Fantechi, ha rinviato la decisione.

«Credo che sarà tutto archiviato – ha detto Adriani, raggiunto al telefono – Non ho fiducia nella Procura che se ne sta interessando». Ancora troppi i nodi da sciogliere secondo l’avvocato dei due francesi trucidati agli Scopeti. Dal fazzoletto rinvenuto fino alla pistola che ha sparato. «Il fazzoletto imbevuto di sangue di cui è stato ripetuto l’esame ha sconfessato l’esame precedente». O ancora la pistola che, come più volte ribadito da Adriani, può non essere stata necessariamente una Beretta.
Il filone sull’ex legionario originario del Mugello, Giampiero Vigilanti, oggi 89 anni, inizia nel 2017. Vigilanti per la precisione è di Vicchio, paese dove abitò Pietro Pacciani. I due sono coetanei e si conoscevano. Vigilanti per la Procura sa più di quanto dice. La sua casa è stata più volte setacciata dai militari. Non solo, ma sarebbe stato portato più e più volte nei luoghi dei delitti del mostro perché, per la Procura, Vigilanti sarebbe in qualche modo coinvolto per una serie di conoscenze che lo collegano direttamente o indirettamente.
Ben trentacinque anni dopo l’omicidio dei due francesi Nadine Mauriot di 36 anni e Jean Michel Kravechvili di 25, avvenuto l’8 settembre 1985 agli Scopeti, se ne parla ancora oggi. I delitti firmati dalla stessa Beretta calibro 22. Stessi proiettili, Winchester serie H, sarebbero collegati con stragi e misteri di quegli anni. Adesso è tutto in mano al gip che deciderà se proseguire o archiviare il tutto.

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