Chiusi e Chianciano Terme

Custodia cautelare in carcere nei confronti di Luigi Pergamo, imprenditore di 44 anni

Tutti sono indagati per associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di vari delitti di natura patrimoniale e tributaria

Custodia cautelare in carcere nei confronti di Luigi Pergamo, imprenditore di 44 anni
Siena, 28 Ottobre 2020 ore 16:11

Stamani, insieme alla DIA di Firenze, i poliziotti del Commissariato PS di Chiusi Chianciano Terme hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Luigi Pergamo, imprenditore di 44 anni, nato e residente a Salerno. L’uomo è stato convocato al Commissariato della cittadina etrusca per una notifica ma poi, con uno stratagemma, è stato incastrato dagli agenti che lo hanno tratto in arresto.
L’ordinanza prevedeva altre due misure, di arresti domiciliari, una a carico della moglie di lui, avvocato, Carmela Ciminelli, 38 anni, nata in provincia di Potenza e residente nella provincia di Salerno, e l’altra nei confronti di Luigi Procaccini, 64 anni, imprenditore di Benevento.
Tutti sono indagati per associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di vari delitti di natura patrimoniale e tributaria. L’organizzazione si è avvalsa anche di due notai per la formazione di numerosi atti pubblici societari, come volture di cessione di quote, affitto di aziende, cessioni di aziende ideologicamente false sulla reale indicazione e titolarità effettiva dei soggetti coinvolti. Nei loro confronti è stata richiesta anche la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio.
A capo è risultato proprio il Pergamo che, con l’aiuto della moglie e dei suoi stretti collaboratori, per assicurare vantaggi e utilità a cosche calabresi, aveva messo in piedi una complessa attività illecita di spoliazione, sistematica, di beni delle aziende (strutture alberghiere di Chiusi, Chianciano e delle province di Napoli e Salerno) che conduceva, raggirando i cedenti sulla propria solvibilità, frodando il fisco, impiegando personale a nero ed intestando diverse società a prestanome.
Tra i vari passaggi societari sono emersi contatti con soggetti riconducibili alla criminalità organizzata calabrese, tuttora in corso di approfondimento.

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