POGGIBONSI

Crolla un parte del controsoffitto alla stazione: il racconto del babbo che passava con il figlio di nove mesi

«Nell’immediato ho pensato al peggio. Ho preso in braccio mio figlio e sono corso fuori».

Crolla un parte del controsoffitto alla stazione: il racconto del babbo che passava con il figlio di nove mesi
Val d'Elsa, 26 Luglio 2020 ore 11:01

Sono ancora in fase di accertamento i motivi per cui è caduta una parte di intonaco del sottopassaggio della stazione. E’ giovedì 9 luglio. Proprio in quel momento di lì passava una famiglia con un bambino piccolo. «Erano circa le undici di sera – ha raccontato Marco Di Costanzo, uno dei testimoni che si è trovato passare proprio in quell’istante insieme alla sua famiglia – E’ successo tutto a neanche un metro di distanza da me, dalla mia compagna e da mio figlio di nove mesi. Ultimamente passavo spesso dal sottopasso, perché soprattutto d’estate approfittiamo di uscire la sera per fare una passeggiata in centro. Abbiamo posteggiato la macchina dietro la stazione. Arrivati in prossimità dell’ascensore, stavamo decidendo se prendere l’ascensore o andare a piedi. Non ho avuto il tempo di finire la frase ed ho sentito un grande boato e visto una pioggia di calcinacci». 

In quel momento quale sono state le sensazioni provate?
 «Nell’immediato ho pensato al peggio. Non ho pensato ad un terremoto, l’unica cosa che ho pensato è stata “ora cade tutto”. Ho preso in braccio mio figlio e sono corso fuori. Ero insieme ai miei suoceri che per la gran confusione gli sono fischiate le orecchie». 

Perché non ha pensato ad un terremoto?
 «Perché c’era una “bolla” nel soffitto già da tempo. Probabilmente dovuta ad infiltrazioni d’acqua. Successivamente parlando con altri poggibonsensi mi hanno confermato che questa “bolla” c’era da tempo. Non è stato un avvenimento casuale, perché da tempo c’era questo segno di cedimento del soffitto». 

Come ha agito dopo l’accaduto? 
«Dopo esserci messi in sicurezza, ho chiamato il 113 per raccontare quello che era successo, subito dopo ho chiamato anche i vigili del fuoco. Al loro arrivo hanno transennato la zona. La mia è una “denuncia” per garantire la sicurezza di tutti i cittadini. Siamo in estate e quel passaggio viene utilizzato molto. Non voglio pensare a cosa sarebbe capitato se fosse successo nel periodo delle scuole o di giorno. Avendo fatto le scuole fuori Poggibonsi ci passavo spesso e sono conscio di cosa vuol dire quando il sottopasso è affollato. Per quello che invece riguarda me e la mia famiglia, abbiamo prenotato una visita all’udito per mio figlio. Dopo l’accaduto per due notti si è svegliato di soprassalto piangendo. Anche perché mentre sono venuti giù i calcinacci mio figlio stava dormendo. Il mio pediatra mi ha consigliato di far fare una visita all’udito di mio figlio. Per noi adulti è stato fortissimo il boato, figuriamoci per un bambino». 

Cosa crede che accadrà ora?
 «La zona ad oggi è transennata, ci sono dei nastri bianco-rossi a delimitare quell’area, però non mi è dato sapere quali saranno i provvedimenti. Parlando con persone competenti in materia, il compito per una risoluzione sembrerebbe essere di Ferrovie dello Stato. Per quello che mi riguarda ho scritto una lettera al sindaco perché mi dovrei sentire rappresentato da lui». 

Può dirci che cosa gli ha scritto? 

«Gli ho raccontato ciò che è successo a me e alla mia famiglia». 

È arrivata una risposta?
 «Ad oggi il sindaco non mi ha ancora risposto, spero arrivi comunque un messaggio di solidarietà. Se non dovesse arrivare la risposta gli chiederò un appuntamento».

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