Cronaca
Colle di Val d’Elsa

Crisi produttiva: mercato ingolfato dalle materie prime

Problema diffuso in tutti i settori dopo la ripartenza post-lockdown che ha bloccato la filiera economica

Crisi produttiva: mercato ingolfato dalle materie prime
Cronaca Chianti senese, 02 Ottobre 2021 ore 11:00

Intere aziende in difficoltà a causa della mancanza delle materie prime fondamentali per la produzione. E' questa la paradossale situazione che si sta trovando a vivere il comparto dei camper della Valdelsa, uno dei settori produttivi che da un anno a questa parte stava vivendo una travolgente fase di ripresa e che invece, negli ultimi mesi, non si sta dimostrando in grado di rispettare, a livello produttivo, le numerose richieste. Un problema di difficile soluzione, considerando che ciò che sta mettendo in ginocchio le industrie valdelsane, che da tempo fungono da traino per l'economia della zona, è una questione di livello internazionale, che sta creando enormi difficoltà alle aziende automobilistiche in tutto il mondo. Si tratta della così detta «crisi dei chip»: la scarsità dei chip semiconduttori, fondamentali non soltanto all'interno dell'industria automobilistica (e quindi, per esteso, di quella dei camper), ma praticamente in ogni settore nel quale sia coinvolta l'elettronica, ha costretto numerose case automobilistiche a bloccare la produzione. La carenza dei materiali, le così dette «terre rare», con i quali i chip vengono prodotti, e l'incremento costante della richiesta, grazie anche alla ripartenza dell'economia mondiale dopo la fase acuta della pandemia da Covid-19, ha creato un circolo vizioso che, secondo gli esperti del settore, durerà almeno per uno o due anni. Un circolo nel quale sono piombate anche le aziende camperistiche della Valdelsa, come la colligiana PLA, situata in Pian dell'Olmino, o la SEA di Poggibonsi, parte del gruppo Trigano: le due industrie sono state costrette a fermare la produzione, non essendo in grado di rispettare le commesse, e a mettere in cassa integrazione per quattro settimane un totale di ben trecento dipendenti. Una situazione assurda ma non unica, almeno a livello italiano. La ripresa dopo la caduta delle restrizioni legate al Covid-19 ha provocato un vero e proprio ingolfamento a livello produttivo, con la richiesta che supera, in alcuni casi abbondantemente, le capacità produttive. Questo è evidente, in particolare, nel settore dell'edilizia, dove perfino trovare ditte costruttrici disponibili sta diventando difficile a causa del Superbonus Ristrutturazioni del 110 %, che ha portato un numero mai visto di commesse, e che sta creando problemi anche alle amministrazioni comunali, in difficoltà per reperire materiali e ditte in grado di eseguire lavori pubblici. Un problema con il quale sta facendo i conti anche il Comune di Colle: come ha dichiarato il vicesindaco Stefano Nardi, la saturazione del settore sta ritardando sia il completamento del restauro di piazza Bartolomeo Scala, sia l'inizio dei lavori di riparazione all'impianto di risalita del Baluardo.