«Crisi, che nessuno se ne approfitti»

Cesare De Sanctis (Cgil): «Subito un tavolo di confronto con istituzioni ed associazioni della Val d’Elsa»

«Crisi, che nessuno se ne approfitti»
Val d'Elsa, 30 Maggio 2020 ore 15:30

«No a speculazioni sulla crisi». Cesare De Sanctis, responsabile della Val d’Elsa di Cgil, tenta di mettere le mani avanti per scongiurare quel che ha già vissuto durante la crisi del 2008.
«Non vorrei che qualcuno approfittasse della pandemia per ridisegnare gli assetti sociali. Comportamenti che combatteremo con ogni forma», ha avvertito De Sanctis. In Val d’Elsa la Cgil conta circa 10 mila iscritti.
«Abbiamo una forza da rivendicare sul territorio». Il sindacato è pronto ad aprire ad amministrazioni comunali ed associazioni per un tavolo di confronto «tra chi ha a cuore il benessere della nostra comunità»

De Sanctis, come giudica la ripartenza di lunedì?

«Come avvenne per la crisi del 2009 vedo una volontà di approfittarsi della crisi per altri obiettivi. Mi chiedo anche come si possano fare i protocolli se non c’è un rapporto con le organizzazioni sindacali. Ci sono centinaia di realtà che i protocolli manco ce li hanno presentati, qui non c’è stata una minima impostazione condivisa».

Dice che è rischioso?

«Dico che è pericoloso. Prendiamo la ristorazione, a volte nelle cucine si lavora a stretto contatto. Lavorare 7-8 ore con la mascherina in questo contesto non è semplice».

Quali sono i settori resi più fragile dalla crisi?  
«Senza dubbio commercio e turismo».

Il camper?
«In questo momento il settore sta andando, sono stati fatti dei buoni protocolli sanitari. Difficile dire quanto possa essere trainante: il mondo è tutto fermo».
Come Cgil avete ribadito più volte: «Ripartire in sicurezza». Soddisfatto di come vi siete giocati questa partita?
«Consideri che siamo stati una delle poche associazioni che non hanno mai chiuso. La situazione è stata grave ed imprevedibile, noi abbiamo fatto il massimo sapendo che si può sempre fare di più. Per quanto riguarda la discussione per la salute dei lavoratori ci si poteva preparare meglio, abbiamo visto delle aziende in difficoltà».

La sicurezza sul lavoro è una battaglie che, purtroppo, non si esaurirà nel breve.

«E’ vero. Con le realtà medio-grandi abbiamo fatto un buon lavoro, la sofferenza è su quelle medio-piccole dove sarebbero necessari degli approfondimenti. In questo possiamo essere d’auto, di stimolo e non per inutili rivendicazioni».

Si sarebbe atteso maggiore considerazione da parte delle amministrazioni comunali?

«Sì, soprattuto in previsione della fase delle ripartenze. Ci saremmo aspettati dei tavoli di confronto. Non per protagonismo ma per essere di supporto con le nostre competenze».

Serve un tavolo permanente?
«Che non suoni come una frase fatta ma sì, in un contesto del genere è un valore aggiunto anche per condividere la nostra esperienza in queste settimane di pandemia».

Ecco, ce la spieghi.
«Abbiamo ricevuto duecento telefonate al giorno, tutte monitorate settimana per settimana».

Cosa vi veniva chiesto?
«Le domande più disparate, abbiamo avvertito grande preoccupazione. Poi mi faccia dire un’altra cosa».

Prego.
«Abbiamo visto nei confronti della nostra organizzazione atteggiamenti pretestuosi da parte di associazioni e sistema delle consulenze. Non si è voluto prendere il buono ma si è evidenziato le lacune».

Questo cosa le fa pensare?
«Non vorrei che qualcuno approfittasse della pandemia per ridisegnare gli assetti sociali, anche nella nostra realtà. Combatteremo un atteggiamento del genere. Per questo ribadisco che un confronto costante con le istituzioni sarebbe stato utile».

Quindi è un passo che farete a breve?
«Certo che sì. Chiederemo un tavolo a tutte le istituzioni: amministrazioni comunali ed associazioni. Mi auguro non ci sia mai una seconda ondata del virus ma dovremo fare i conti con possibili licenziamenti ed abbattimento dei diritti dei lavoratori. Quindi il tavolo sarebbe una occasione di confronto tra chi ha a cuore il benessere della comunità della Val d’Elsa».

De Sanctis cosa si attende nei prossimi mesi? Ovvio, nessuno ha la palla di cristallo: ma c’è il rischio che aumentino le diseguaglianze sociali?
«Assolutamente sì. C’è una preoccupazione in questo senso e cerco di sottolinearla, non per essere buon profeta di sciagura ma per provare ad evitare certe situazioni. Non serve a nulla mettere la testa sotto la cenere».

Turismo e commercio soffrono. Vede altri settori in difficoltà?

«Alcune realtà della metalmeccanica e della chimica potrebbero avere problemi a breve».

De Sanctis, qual’è la proposta che si sente di lanciare per salvare il salvabile in una situazione disperata come questa?
«Accorciare gli aspetti burocratici sui finanziamenti per imprese e lavoratori. Dalle agevolazioni fiscali ad un sistema di sistema di finanziamenti agevolati per le imprese. Il discorso vale anche per gli ammortizzatori sociali».

Tutto troppo farraginoso.
«Non ci possiamo permettere questa lentezza proprio per rilanciare un meccanismo dei consumi complessivo. A volte si vedono atteggiamenti burocratici che ci lasciano sbigottiti. Ecco perchè in questa fase è importante il confronto».

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