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Covid e vaccino antinfluenzale? «Meglio se fatti a distanza di qualche settimana»

Sono molti i dubbi dei cittadini sulle somministrazioni vaccinali, ne abbiamo parlato con la dottoressa poggibonsese.

Covid e vaccino antinfluenzale? «Meglio se fatti a distanza di qualche settimana»
Cronaca 19 Novembre 2021 ore 11:50

Arrivano i primi freddi accompagnati dalle prime influenze ed i primi raffreddori. Sono molte le domande dei cittadini, in questa situazione durante la quale il Covid ancora serpeggia in Valdelsa, con un’impennata di casi. Tra le tante questioni poste dalla cittadinanza c’è quella in riferimento ai vaccini, se è possibile vaccinarsi per l’anti-influenzale insieme al vaccino contro il Covid. La risposta arriva da Paola Marcucci, una dottoressa poggibonsese, del gruppo dei medici della Casa della Salute.

Marcucci, il primo aspetto da chiarire è se possiamo vaccinarci contro il Covid insieme al vaccino anti-influenzale, è possibile?
«Le disposizioni che sono state date sia dal Ministero che dalla nostra Azienda Sanitaria sono molto chiare. Possono essere anche fatti insieme. Quello anti-influenzale è un tipo di vaccino che si può tranquillamente fare anche insieme a quello contro il Covid, non entrano in conflitto. Unica raccomandazione che posso fare, però, è quella riferita all’incertezza di individuare gli effetti collaterali della terza dose o per l’influenza. Il mio consiglio, quindi, è quello di farli separati, almeno a due settimane di distanza. Nelle disposizioni che vengono date non c’è questa indicazione. Voglio essere chiara, questo consiglio è esclusivamente per verificare se dovessero esserci degli effetti collaterali, ma non perché se fatti ravvicinati si annullano. Alcuni colleghi, come me, consigliano di aspettare due settimane. Questo per non creare confusione per i possibili effetti collaterali. Se dovessero esserci degli effetti collaterali nei due vaccini è bene tenerne conto e darne comunicazione. Quindi, l’attesa è solo per capire quali sono le differenze. Anche perché la terza dose è un po’ più pesante, ma detto questo, i due vaccini non entrano in conflitto, questo deve essere chiaro. Alcuni dei miei pazienti si trovano ad affrontare questa concomitanza, perché avendo fatto la seconda dose a maggio ora devono fare la terza dose nello stesso periodo dell’anti-influenzale e sono in molti a chiedermi spiegazioni su questa dinamica. In questo caso è identico fare prima la terza dose o prima l’anti-influenzale».

Come è possibile differenziare i sintomi del Covid da quelli di un’influenza?
«Occorre far presente che le influenze stagionali sono diminuite. Con le mascherine i sintomi influenzali sono calati. Ora, però, iniziano ad esserci queste forme di raffreddore e tose, ma anche disturbi intestinali e febbre. Sono forme para-influenzali. Il consiglio, se i sintomi sono questi è di fare il tampone, anche rapido. Chiaramente, poi, dipende dalla tipologia di lavoro del paziente. Ad un pensionato consiglio di riposare e non entrare in contatto con nessuno se è solo una forma di raffreddore. A chi lavora ed entra in contatto con molte persone per una questione di responsabilità consiglio di fare il tampone. Per il riconoscimento dei sintomi c’è una sovrapposizione. Difficile fare la diagnosi differenziale, se non per quanto riguarda sapori ed odori».

Nota una diversa sensibilità rispetto allo scorso anno?

«Sicuramente siamo più preparati rispetto allo scorso autunno, anche nel capire i sintomi. Le persone sono più autosufficienti, poi ci sono i tamponi rapidi e questi sono perfetti per eliminare fin da subito la paura di aver preso il Covid. C’è anche una maggiore preparazione dal punto di vista dei medici, ma anche dei pazienti. Questi ultimi sono più autosufficienti, chiamano se c’è un’urgenza, sennò c’è abbastanza responsabilità. Noto che in molti continuano a portare la mascherina e molti mi dicono che hanno, coì, evitato allergie, influenza e raffreddore. Ora i casi di Covid stanno aumentando, soprattutto in riferimento alle scuole».