Cronaca
Castelfiorentino

Circoli culturali e sociali, tanta delusione per la mancata riapertura

Presa di posizione del presidente dell’Unione, Alessio Falorni: «Un provvedimento ingiusto e paradossale»

Circoli culturali e sociali, tanta delusione per la mancata riapertura
Cronaca Chianti fiorentino, 06 Giugno 2021 ore 11:00

Primo luglio: è questa la data annunciata dal presidente del Consiglio Mario Draghi per la riapertura dei circoli. Il programma di riaperture annunciato il 17 maggio scorso non ha portato le notizie attese e i presidenti di Acli e Arci, Emiliano Manfredonia e Francesca Chiavacci, hanno definito questa calendarizzazione «un ulteriore schiaffo al mondo dell'associazionismo di promozione sociale e culturale del Terzo Settore». I due presidenti hanno fatto notare come icircoli non possano riaprire solo per una questione giuridica e non perché manchino le condizioni igienico-sanitarie e la garanzia di sicurezza e hanno sottoposto al premier e al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando e al ministro della Salute Roberto Speranza una controproposta normativa. Il mancato provvedimento di riapertura acquista un particolare peso nell’Empolese-Valdelsa, percorso da una significativa rete di circoli associativi: quasi settanta, in alcuni casi l’unica realtà ad offrire attività ricreativa, politica, culturale e sociale nei centri più piccoli. «C’è delusione - ha commentato Chiara Salvadori, presidente Arci Empolese Valdelsa - per quella che appare una discriminazione senza motivazione. Piuttosto che selezionare la tipologia di attività si seleziona la tipologia dell’ente che realizza l’attività e non riteniamo questo principio corretto. Un circolo non può essere definito semplicemente come un “bar”: stiamo parlando di un’associazione che servendosi anche di attività come la somministrazione di alimenti e bevande promuove l’aggregazione. Un ruolo sociale fondamentale nelle frazioni ma più si tarda a riaprire e più diventa difficile ricominciare a lavorare sulle relazionisociali delle persone. Mentre si annuncia un piano di ripresa nazionale che si fonda su parole come comunità, prossimità e coesione sociale si va a minare proprio chi sulla prossimità quotidianamente lavora». Sulla questionecircoli si è espresso anche il presidente dell’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa, Alessio Falorni, che ne ha sottolineato il ruolo significativo nel promuovere la socialità all’interno del territorio. «Ci sono tante attività che sono già aperte o riapriranno nel giro di pochi giorni che comportano necessariamente un afflusso di persone nettamente superiore a quello dei circoli, ed è per questo che ritengo tale provvedimento ingiusto e per certi aspetti paradossale. Colgo l’occasione per ricordare che i circoli Arci hanno da tempo manifestato la loro piena disponibilità nel mettere a disposizione le loro sedi per accelerare il Piano vaccinale, a conferma dell’insostituibile funzione sociale che deriva dalla loro storia e che in questa fase può rappresentare anche un aiuto per uscire al più presto da questa situazione di emergenza. Per tutti questi motivi – ha concluso Falorni – mi auguro che le istituzioni prendano atto di questa importante differenza, anticipando la data in cui i Circoli potranno svolgere liberamente tutte le loro attività, sempre nel rispetto dei protocolli e della massima sicurezza».