Chiedevano il “pizzo” ai govani che venivano da Colle. Per chi si rifiutava partivano le vessazioni

Protagonisti due ragazzi di Poggibonsi e San Gimignano. Adesso entrambi si trovano agli arresti domiciliari.

Chiedevano il “pizzo” ai govani che venivano da Colle. Per chi si rifiutava partivano le vessazioni
Siena, 13 Ottobre 2020 ore 15:55

I Carabinieri del NORM della Compagnia Carabinieri di Poggibonsi, nei giorni scorsi, hanno dato esecuzione ad una misura cautelare coercitiva (obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza) emessa dal GIP del Tribunale di Siena, nei confronti di M.P. 19enne Poggibonsese e F.M. 20enne di San Gimignano, indagati per i reati di tentata estorsione, tentato furto con strappo e rapina impropria in danno di alcuni giovani.

I fatti si riferiscono agli scorsi mesi quando gli indagati, facenti parte di un gruppo più nutrito di giovani tifosi della squadra di calcio del capoluogo valdelsano, denominato sui social network “Mafia 53036” (con chiaro riferimento al CAP del Comune di Poggibonsi), venivano segnalati ai Carabinieri per molteplici episodi di disturbo e piccole vessazioni nei confronti di giovani che da Colle di Val D’Elsa si recavano a Poggibonsi per passare delle serate.

Questi singolari, a dir poco, comportamenti degli indagati, da definirsi in sostanza “odiosi”, attiravano l’attenzione dei militari della Compagnia Carabinieri di Poggibonsi che davano luogo ai conseguenti accertamenti che permettevano di giungere all’emissione dei relativi provvedimenti restrittivi.

Le indagini, in particolare, avviate dai Carabinieri e coordinate dal P.M. Valentina Magnini della Procura della Repubblica di Siena, consentivano di evidenziare come gli inquisiti procedessero sistematicamente a richiedere piccole somme di denaro ai giovani colligiani, affinché “scansassero” il danneggiamento dei loro ciclomotori che venivano parcheggiati nei pressi del centro cittadino.

Nei casi di diniego, le vittime subivano vessazioni di vario tipo sino a sfociare in furti di oggetti personali, oppure ad essere sottoposti a piccole ma fastidiose violenze private”.

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