Greve in Chianti

Chianti, un protocollo per ricollocare chi resta senza lavoro

Siglato un protocollo istituzioni-sindacati-categorie per ricollocare sul territorio i lavoratori (del cementificio Testi ma non solo) rimasti senza impiego.

Chianti, un protocollo per ricollocare chi resta senza lavoro
Cronaca Chianti fiorentino, 07 Agosto 2021 ore 18:53

Chianti, un protocollo per ricollocare chi resta senza lavoro

Un protocollo per ricollocare gli oltre 30 lavoratori del cementificio Testi del gruppo Buzzi Unicem, rimasti senza impiego dopo la chiusura dell’impianto, nonché lavoratrici e lavoratori che hanno perso il proprio lavoro, nei territori del Chianti Fiorentino,  fino ad arrivare alla stipula di un Patto per il lavoro nel bacino territoriale: l’intesa (chiamata “Accordo per il lavoro, lo sviluppo, l’occupazione, la formazione e l’ambiente del Chianti”) è stata siglata ieri da Regione, Arti, Comuni (San Casciano, Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti, Impruneta, Bagno a Ripoli), Cgil-Cisl-Uil Chianti, Fillea Cgil-Filca Cisl-Feneal Uil, ChiantiForm e le associazioni datoriali.

La dichiarazione dei sindacati

“La mobilitazione dei lavoratori del cementificio Testi ha permesso di arrivare a un accordo sindacale per gestire i loro diritti nella chiusura dell’impianto e di mantenere vivo l’obiettivo di reindustrializzare l’area, senza che restino solo le macerie. Questa vertenza, quella della Gkn ma anche molte altre – soprattutto con lo sblocco dei licenziamenti – dicono che occorre intervenire a livello legislativo per evitare che le multinazionali e i grandi gruppi speculino sui territori, magari prendendo fette di mercato per poi lasciare solo rovine sociali e ambientali – spiegano Cgil-Cisl-Uil Chianti e Fillea Cgil-Filca Cisl-Feneal Uil -.

Con questo accordo nel Chianti stiamo andando in questa direzione, e ci auguriamo che questa intesa possa essere un modello esportabile, ma occorre – oltre a una riforma degli ammortizzatori sociali – una politica industriale che vincoli le imprese che arrivano da fuori a una responsabilità sociale verso il territorio e i lavoratori, come da Costituzione. Invitiamo il governo Draghi a spingere l’Europa verso norme condivise su diritto del lavoro e salari, per disincentivare delocalizzazioni fatte in solo in nome del risparmio e del profitto.
Chiediamo alle istituzioni locali di trasferire alla politica nazionale questi obiettivi. Si va verso un autunno impegnativo sul fronte lavoro, occorre prepararsi per tempo”.

Grazie al territorio per la solidarietà

La Rsu e i lavoratori “ringraziano il territorio per la solidarietà concreta dimostrata in questi mesi”.

Il presidio davanti all’impianto resta ma non sarà più permanente, rimarrà in essere la struttura come monito per la realizzazione del percorso avviato.

I lavoratori hanno ricevuto la solidarietà degli operai della Gkn di Campi Bisenzio (in mobilitazione da circa un mese), ai quali è stata donata parte del materiale rimasto (cibo, gazebo, giacigli, prodotti vari), frutto della solidarietà del territorio.