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L'attesa

Certaldo, la piscina vuole riaprire ma serviranno aiuti

L’acqua è ancora presente nelle vasche e viene filtrata e trattata in modo da conservarla e poterla riutilizzare adeguatamente

Certaldo, la piscina vuole riaprire ma serviranno aiuti
Cronaca Val d'Elsa, 26 Dicembre 2020 ore 12:00

La piscina di Certaldo attende con ansia il 2021 e lo fa in mezzo a mille incognite ma anche tanta voglia di ripartire.

Sono le parole del presidente di Aquatempra, Alessandro Manetti, dopo l’intervento del Comune di Certaldo con un ulteriore impegno di spesa, pari a 93mila euro, per sostenere il difficilissimo momento della struttura natatoria, chiusa a causa delle regole di contrasto al covid 19 e che non vedrà una riapertura, almeno fino al prossimo anno. Il primo punto riguarda proprio il 2021 e cosa sta facendo Aquatempra: «Gli impianti che gestiamo sono attualmente chiusi al pubblico, ma l’acqua è presente nelle vasche e viene filtrata e trattata in modo da conservarla e poterla riutilizzare adeguatamente quando riapriremo. Ovviamente l’acqua è a temperatura ambiente e dal momento della decisione di riaprire avremo bisogno di qualche giorno per riportarla alla temperatura giusta, ma si tratta di tempi sicuramente molto contenuti», spiega Manetti. Nel secondo punto si parla delle risorse economiche in campo e degli aiuti chiesti agli istituti bancari: «Siamo riusciti ad ottenere un finanziamento dal Credit Agricole e uno dall’Istituto per il credito sportivo, mentre il terzo, che abbiamo chiesto a Banca MPS, non è stato ancora concesso, nonostante tutti i documenti che abbiamo dovuto produrre. Purtroppo, i contratti di servizio che abbiamo in corso con i Comuni soci hanno una scadenza troppo ravvicinata, che non rappresenta una garanzia per il sistema bancario». Un problema storico che riguarda l’impianto certaldese è il suo essere energivoro, oltre che piovere dal tetto. «Il Comune di Certaldo e Aquatempra si stanno impegnando per trovare le migliori soluzioni per riuscire a realizzare il progetto, anche cercando di ottenere finanziamenti pubblici specifici. Come società “in house” siamo disponibili a ricoprire un ruolo importante in questo progetto, sapendo di poter dare un contributo di spessore sia dal punto di vista tecnico, che dal punto di vista degli strumenti da utilizzare per il suo finanziamento». Qualora dovessero partire i lavori per il rifacimento della piscina, non si possono escludere sacrifici, come il dirottamento degli atleti verso altre strutture: «Personalmente ritengo che la copertura della vasca esterna con un tendone non sia una strada praticabile. Avrebbe costi di realizzazione ed energetici elevatissimi. Credo invece che sia importante trovare delle soluzioni tecniche che consentano minimizzare i disagi. Ma se vogliamo arrivare ad una situazione migliore di quella attuale è probabile che qualche piccolo sacrificio vada fatto». Interventi non più rinviabili: «Nell’impianto attuale ho fatto anch’io alcune gare di nuoto quando ero bambino e quando sono diventato presidente di Aquatempra non ho trovato grandi cambiamenti rispetto a 40 anni fa. Questo la dice lunga sugli interventi che sarebbero necessari». Riaprire quindi in futuro ma con idee chiare: «La decisione di riaprire gli impianti dovrà essere necessariamente accompagnata da quella di supportare finanziariamente Aquatempra per un congruo periodo di tempo, altrimenti la società non riuscirà a mantenere il proprio equilibrio economico e finanziario, che è già stato messo a dura prova nel corso del 2020».

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