SAN CASCIANO

Cerca di accoltellare il marito. Protagonisti due anziani

E’ successo qualche giorno fa nel capoluogo. Sul posto i Carabinieri.

Cerca di accoltellare il marito. Protagonisti due anziani
Chianti fiorentino, 12 Settembre 2020 ore 10:22

E’ notte quando i vicini sentono le urla. Si saprà solo il giorno dopo quale sarà il motivo. Una lite tra due anziani, culminata con la violenza. La donna, infatti, ha cercato di accoltellare il proprio convivente. Un gesto rimasto solo un tentativo, fortunatamente.

Cerca di accoltellare il marito

È successo qualche giorno fa nel capoluogo. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri per gli accertamenti del caso e il 118 che ha portato la donna all’ospedale.
La violenza di genere è una questione complessa che si nasconde spesso tra le mura di casa ed è presente anche nei nostri territori. I dati parlano di un aumento tra le copie anziane, finite alcune volte drammaticamente. Come quando qualche mese fa un uomo di 80 anni ha picchiato la moglie con una statua di Padre Pio. L’uomo è stato poi arrestato per maltrattamenti in famiglia.

O ancora la donna di 80 anni che ha deciso di dire basta ad una vita di violenze e insulti. Lei 81 anni, mentre l’ex marito 86 anni. Alle spalle un matrimonio infelice e violento. E anche qui siamo nel Chianti. È sempre qui che le percosse hanno inizio sin da giovanissima. Una storia che l’ha intrappolata a lungo tra le mura domestiche. Gli psicologi parlano di dinamiche che affondano le radici nella storia personale di ognuno di noi. «La vittima è intrappolata nella dinamica messa in atto dal maltrattante, ma il perché ci sia caduta in quella dinamica, perché ci si sia trovata e perché ci sia rimasta affonda le radici nella sua storia personale».
Se spesso si parla di violenza sulle donne, esiste però anche quella sugli uomini. Meno nota e con meno dati, però esiste. A dirlo sono i numeri. Dell’argomento se n’è occupata anche l’Università di Siena (nel lontano 2012) secondo cui gli uomini vittime di violenza sarebbero 5milioni. Allo stesso tempo cresce anche il numero degli uomini che si rivolgono a uno dei sei Centri per uomini autori di violenze. Nell’ultimo anno sono quasi raddoppiati.

Numeri in crescita durante il lockdown

In compenso durante il lockdown sono state 5.031 le telefonate valide al 1522, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019. Le vittime che hanno chiesto aiuto sono 2.013 (+59%). Tale incremento non è attribuibile necessariamente a maggiore violenza ma alle campagne di sensibilizzazione che hanno fatto sentire le donne meno sole.
Le denunce per maltrattamenti in famiglia sono diminuite del 43,6%, quelle per omicidi di donne del 33,5%, tra le quali risultano in calo dell’83,3% le denunce per omicidi femminili da parte del partner. Per poter dare una lettura adeguata del fenomeno sarà necessario un periodo di riferimento più lungo.
Per la Toscana il tasso di incidenza passa dal 4,8 all’8,5 per 100 mila abitanti. In Toscana ogni giorno dieci donne si rivolgono per la prima volta a un Centro antiviolenza. In dieci anni, sono raddoppiate: erano 1.761 nel 2009/10, sono state 3.539 nel 2018/19. La forma di violenza più diffusa è quella psicologica. In 12 anni (2006-2018) sono stati 113 i femminicidi.
Le chiamate motivate da una richiesta di aiuto per violenza subita ammontano a 1.543, ma si chiama anche per avere informazioni sul servizio 1522 (28,3%), o per manifestare altre situazioni di disagio diverse dalla violenza (17,1%).
Nel 60,6% dei casi le chiamate arrivano tra le 9 e le 17; quelle durante la notte e la mattina presto, solitamente in numero minore, hanno raggiunto il 17,5% durante il lockdown.
Il 45,3% delle vittime ha paura per la propria incolumità o di morire; il 72,8% non denuncia il reato subito. Nel 93,4% dei casi la violenza si consuma tra le mura domestiche, nel 64,1% si riportano anche casi di violenza assistita.

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