CERTALDO

Canonica, granaio in vendita nel 2022: l’ennesimo capitolo di una storia infinita

«Occorre far comprendere alla cittadinanza che non si può pensare semplicemente di demolire e dar vita ad abitazioni»

Canonica, granaio in vendita nel 2022: l’ennesimo capitolo di una storia infinita
Cronaca Val d'Elsa, 18 Febbraio 2021 ore 15:39

Il futuro della villa di Canonica assomiglia sempre di più a un labirinto senza uscita, dove intanto il comune cerca di alienare immobili di questa tenuta.
Nel 2022 il granaio, l’immobile accanto la villa, è destinato ad essere alienato, come anticipato dalle carte che saranno discusse il prossimo 15 febbraio in Consiglio comunale.
E’ l’ennesimo capitolo di una storia infinita dove adesso si cerca di far cassa di fronte ad un immobile dove in passato, francesi, spagnoli e tedeschi, si sono susseguiti grazie all’accordo Scuola Edile di Firenze – Comune di Certaldo, per dare nuovo lustro a una donazione che nel 1962 ha visto numerosi edifici, confluire nella disponibilità della comunità di Certaldo. L’immobile viene valutato in 270mila euro e nel 2022, come detto, verrà alienato, salvo poi eventuali cambiamenti di rotta.

Gli interventi che si sono susseguiti nel corso degli anni da parte del Comune, dall’ex Andrea Campinoti fino all’attuale Cucini, si attestano a 248mila euro, di fronte ad una consapevolezza di 4 milioni di euro per completare un progetto di dar vita ad un luogo di aggregazione.

Fu questa la considerazione che emerse con l’allora vicesindaco, Francesco Betti, negli anni scorsi. Soldi, quelli spesi nel corso degli anni, che adesso sono da considerare come un vero e proprio danno. Per tutti.
La villa di Canonica è in totale abbandono e degrado e anche il granaio che nel 2022 andrà in alienazione, comincia ad accusare problemi al tetto. Il granaio che, come detto, era stato oggetto di interventi e che fino a qualche tempo fa, era ben conservato. Senza dimenticare che salendo verso il parco di Canonica, l’amministrazione comunale è intervenuta la scorsa settimana per transennare il passaggio pedonale, in quanto sono stati registrati nuovi crolli per le case coloniche. L’incedere del tempo sta creando ulteriori problemi di fronte ad una situazione molto complicata e disastrata. Cosa si può fare per salvare la villa di Canonica. Questo è un interrogativo che da anni interessa il dibattito cittadino e politico. Ma le risposte non sono arrivate. Commissioni d’inchiesta, tavoli per decidere il futuro, ma alla fine quello che resta sono un cumulo di macerie.

Un bene che, va ricordato, è vincolato dalla Soprintendenza ma che oggi è un passo da sparire e se non si interverrà è destinato a crollare su se stesso. «Occorre far comprendere alla cittadinanza che non si può pensare semplicemente di demolire e dar vita ad abitazioni. Non si può fare, questo è un bene vincolato dalla Soprintendenza. Fra le ipotesi che abbiamo in mente vi può essere quella di una asta, ma è una soluzione remota in questo momento», ha spiegato il vicesindaco Francesco Dei. Sul tavolo dell’Amministrazione comunale vi è un piano che è frutto di una collaborazione che fra il 2014 e il 2018 ha visto lavorare il comune di Certaldo e l’agenzia del Demanio. L’obiettivo era quello di valorizzare sul mercato internazionale gli immobili di Canonica. I risultati però non sono arrivati e il Comune, una volta lasciato concludere naturalmente l’accordo, ha ricevuto un piano di interesse. Chissà se mai troverà compimento.

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