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POGGIBONSI

Campostaggia ospedale Covid “sì” o “no”? Impazza il dibattito politico

L’assessore alla Sanità di Siena, Francesca Apolloni, si è schierata a favore.

Campostaggia ospedale Covid “sì” o “no”? Impazza il dibattito politico
Cronaca Val d'Elsa, 13 Novembre 2020 ore 15:33

È di queste settimane il dibattito tra amministratori senesi e poggibonsesi in relazione all’ospedale di Campostaggia. Al centro della vicenda si colloca la possibilità che venga costituito un presidio Covid. Così da poter far usufruire ai residenti in Valdelsa di un servizio sanitario dedicato ai casi Covid. Il dibattito vero e proprio nasce da una dichiarazione del sindaco Luigi De Mossi, che dopo un’attenta analisi di quella che è la situazione dei contagi sul territorio provinciale avrebbe espresso a chiare lettere che sarebbe auspicabile diversificare l’ospedale di Campostaggia. Proposta rimandata al mittente da parte del sindaco Bussagli, che a De Mossi non le aveva mandato a dire. «Sfuggono dei passaggi, probabilmente perché frequentemente non presente nelle sedi dove certe decisioni maturano. Sfuggono perché probabilmente assai restio alla interlocuzione garbata con gli altri sindaci». 

Ma adesso a mettere al centro di nuovo il dibattito c’è anche l’assessore alla Sanità di Siena Francesca Apolloni che vorrebbe riportare la questione su termini legati alla sanità e non tanto al dibattito politico. «Non capisco perché Bussagli si arrabbi. Si tratta di una situazione nella quale il sindaco del capoluogo di provincia ha il dovere di avere una visione più ampia. Sul territorio comunale senese insiste un ospedale di secondo livello, ovvero Le Scotte, che è a servizio dei cittadini del comune, ma anche dell’intera regione e di pazienti extra regione. Non possiamo chiuderci nel mero territorio comunale, soprattutto rispetto a quella che è l’attuale pandemia. Proprio per questa necessità, di aiutarci tra comuni, abbiamo visto i dati che nel corso di questi mesi sono giunti dalle varie zone ed abbiamo fatto questa richiesta». Del resto questa possibilità era già stata avanzata da altre istituzioni durante il periodo di lockdown, in relazione all’ospedale di Campostaggia, dato che è un presidio nodale in questa battaglia contro il covid.

«Doveva – ha continuato l’assessore – già essere individuato come ospedale Covid e messo insieme alla qualità dell’ospedale di secondo livello di Siena. L’intenzione era già stata espressa in fase di lockdown dalla Giunta regionale di Rossi. Il governatore al tempo aveva individuato in Campostaggia un valido presidio sul territorio che poteva combattere al pari ed a fianco de Le Scotte, insieme ad Arezzo e Grosseto. Quindi non c’è niente di politico, non c’è alcuna intromissione nell’ambito di un altro sindaco».

Sembrerebbe che le dichiarazioni siano dovute semplicemente alla volontà di condividere scelte ed aiutarsi tra comuni della stessa provincia, per consentire di avere posti letto per tutti.
«Non si muore – ha concluso Apolloni – e non ci si può curare soltanto il Covid. Dobbiamo garantire le cure ad un cittadino-paziente anche per altre patologie ed a motivo di ciò Le Scotte devono continuare a poter lavorare. Concentrare su Le Scotte oltre ai casi gravi e gravissimi anche altri casi che possono essere trattati a livello di territorio vuol dire tirare una coperta troppo corta. Limitare, quindi, fino ad arrivare ad una riduzione potenziale delle altre specialistiche e prestazioni sanitarie. Ecco perché non si capisce la reazione del sindaco Bussagli che sicuramente è stata di pancia e da politico, ma non da buon amministratore».

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