POGGIBONSI - COLLE - SAN GIMIGNANO

 Bus troppo affollati, la protesta: «Ammassati come sardine»

Tante le segnalazioni giunte in questi giorni. Così anche noi abbiamo deciso di salire a bordo insieme ai tanti studenti.

 Bus troppo affollati, la protesta: «Ammassati come sardine»
Siena, 01 Ottobre 2020 ore 15:04

Sapevamo che sarebbe stato problematico l’inizio della scuola per questo settembre, per molti aspetti. Quello dei trasporti in particolare. Durante l’estate sindaci, dirigenti scolastici e Tiemme si sono attivati per rivedere la quantità degli autobus a disposizione del servizio scolastico, ma anche orari, numero di corse e distribuzione delle persone, affinché fosse tutto normato e nel rispetto delle misure di sicurezza. Certamente occorre non solo la predisposizione dell’applicazione delle normative, ma anche un rigoroso monitoraggio della realtà quotidiana ed una flessibilità nel gestire velocemente le difficoltà. Oltre ovviamente ad un accompagnamento della gestione organizzativa. Questo è un aspetto fondamentale, ma un altro aspetto prioritario è quello della responsabilità personale e collettiva delle persone che gestiscono e che usufruiscono del servizio.

Ogni studente che sale su un autobus sa che deve indossare la mascherina e che deve rispettare il distanziamento, ci sono coincidenze da prendere ed impegni da adempiere, ma il rispetto di se stessi e degli altri, la corresponsabilità sociale in un momento come questo è sicuramente prioritaria. Forse, se invece di cercare di ripristinare situazioni che già nel periodo pre-covid erano comunque problematiche si provasse a trovare soluzioni alternative e diversificate, forse si potrebbero risolvere alcune situazioni. Raccogliendo alcune testimonianze di studenti, si può chiaramente dedurre che i ragazzi sono informati ed attenti alla situazione generale della pandemia. Sanno che cosa devono fare. La questione, però è relativa a come poter incentivare maggiormente orari differenziati e possibilità di tempi scuola diversificati rispetto a quelli a cui siamo soliti far riferimento.

Vincenzo Attimonelli sostiene che, «il fatto che sui bus ci sia affollamento è diventata una normalità. Devo però dire che rispetto a come potrebbe andare, va fin troppo bene, nel senso che la mascherina la indossano tutti, poi ci sta che qualcuno a volte se la tolga, ma io non ho mai visto uno levarsela, però per il resto bene, siamo a scuola in presenza». Mentre per Giulia Gobbini la situazione è diversa, perché «personalmente preferisco non prendere l’autobus, quando passo davanti a scuola mia vedo benissimo che sono stracolmi di persone. È chiaro che non tutti i ragazzi riescono ad entrare nei bus. Forse in qualche modo è anche peggio rispetto ai precedenti anni, perché dobbiamo stare più attenti, indossare le mascherine». Un’altra studentessa delle superiori, Caterina Gonnelli, ha dichiarato che «sinceramente debbo dire che i bus urbani sono abbastanza tranquilli.

Il vero problema è per quelli extraurbani, che io personalmente non prendo. I problemi veri si verificano soprattutto sui mezzi che portano i ragazzi dalla stazione. Poggibonsi infatti è un crocevia e questo rende chiaramente tutto più difficile». Sara Bazzani, infatti, ha cambiato le sue abitudini. «Ho iniziato a chiedere ai miei genitori di portarmi a scuola sempre più spesso. Il mio bus urbano non ha molti problemi al ritorno, la vera difficoltà è per l’andare a scuola. Già dai primi tempi quando è stata prospettata la modalità con la quale dovevamo utilizzare i bus, vista l’affluenza era prevedibile che ci sarebbero stati problemi non indifferenti».

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