Cronaca
Impruneta

Bici abbandonate, scattano le prime rimozioni

Gli agenti di Polizia municipale al lavoro dopo l’ordinanza emessa dal sindaco. Spiega il comandante Enrico Calamante: «Abbiamo cominciato dalle aree circostanti alle scuole in vista della riapertura e da piazza don Chellini. Continueremo ancora»

Bici abbandonate, scattano le prime rimozioni
Cronaca Chianti fiorentino, 02 Ottobre 2021 ore 10:00

Le prime «vittime» già ci sono, ma senza alcuno spargimento di sangue. Dopo l’ordinanza del sindaco Calamandrei che punta a evitare l’abbandono di biciclette sui marciapiedi, allucchettate a cartelli stradali, che ostacolano il passaggio soprattutto delle carrozzine dei bambini e dei disabili, ma anche le due ruote quasi demolite rimaste alle rastrelliere, la polizia municipale ha già effettuato un primo giro di rimozioni. «Proprio in questi giorni - spiega il comandante Enrico Calamante - abbiamo provveduto a effettuare una prima opera di “pulizia” nei pressi delle scuole in vista delle riaperture oltre che in piazza don Chellini a Tavarnuzze, per far fronte alle situazioni più critiche ed evidenti. Tra qualche giorno valuteremo nuovi interventi, sperando anche in un effetto dissuasione».

Evitare disagi per i cittadini soprattutto lungo i marciapiedi, facilitare le operazioni di spazzamento di piazze e marciapiedi e migliorare il decoro urbano: sono questi i motivi principali a monte della ordinanza del sindaco, che prevede «la rimozione dei velocipedi, o delle loro parti, rinvenuti sul suolo pubblico che si trovino in condizioni tali da far presumere lo stato di abbandono, perché privi di parti essenziali e quindi non più idonei alla circolazione; la rimozione delle biciclette, ancorché in condizioni tali da essere ritenute idonee alla circolazione, fissate agli arredi pubblici, ai pali delle luce o della segnaletica, ai cartelli pubblicitari, ai monumenti ovvero in qualunque luogo in cui impediscano la normale fruizione dei marciapiedi e degli spazi pubblici in genere, da parte dei cittadini e soprattutto dei disabili».

Le due ruote rimosse, come ci spiega il comandante Calamante, se non più funzionanti saranno avviate alla rottamazione; mentre quelle idonee alla circolazione saranno portate nel apposito magazzino comunale dove rimarranno in deposito a disposizione dei legittimi proprietari, previo rimborso delle spese sostenute dall’ente, per un intero anno, dunque con tutto il tempo per riaverle indietro.

L’ordinanza del sindaco precisa anche come è possibile riaverle indietro, specificando che la proprietà del mezzo potrà essere dimostrata con «l’esibizione della chiave del lucchetto o con la presentazione della combinazione numerica al fine di accertarne la rispondenza con il lucchetto tagliato in sede di rimozione e conservato con la bicicletta, o con ogni altro mezzo idoneo a comprovarne la proprietà».