Badante evade le tasse: oltre 80mila euro mai dichiarati

Dal 2013 al 2018 non ha mai presentato la prevista dichiarazione dei redditi.

Badante evade le tasse: oltre 80mila euro mai dichiarati
Siena, 08 Novembre 2019 ore 09:46

Badante evade le tasse: altro colpo messo a segno dai finanzieri del Comando Provinciale di Siena nei confronti di coloro che, a scapito dei lavoratori onesti, non dichiarano neanche un euro di reddito, risultando completamente sconosciuti al fisco.

Badante evade le tasse: beccata dalla Finanza

Questa volta a finire sotto la lente di ingrandimento delle Fiamme Gialle senesi è stata una badante, quarantacinquenne di origini bulgare residente in Val d’Arbia, che dal 2013 al 2018 non ha mai presentato la prevista dichiarazione dei redditi, arrivando a percepire compensi totalmente “a nero” per oltre 80.000 euro. Il lavoro di colf e badanti, o più in generale il lavoro “domestico”, è un’attività per la quale la richiesta è in continua crescita, così come l’importanza sociale che gli viene riconosciuta. Non a caso, infatti, tali lavoratori assumono oramai la veste di veri e propri ammortizzatori sociali che sostengono le famiglie nella gestione delle incombenze domestiche e nella cura degli anziani. Non per questo, però, viene meno l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi quando, come nel caso dei specie, gli introiti superano la soglia di esenzione.

Continuano i controlli

Anche in questo caso, oltre la diuturna presenza dei militari sul territorio per garantirne il controllo economico, determinanti sono stati gli accertamenti effettuati mediante le banche dati un uso al Corpo e gli incroci con le informazioni acquisite presso l’Ufficio Provinciale dell’INPS, che hanno consentito di quantificare l’ammontare dei redditi di lavoro dipendente non dichiarati.
Tutte le imposte evase sono state prontamente segnalate alla competente Agenzia delle Entrate per le conseguenti procedure sanzionatorie e di recupero.  Le Fiamme Gialle senesi continueranno ad eseguire ulteriori controlli della specie in tutta la provincia: il fine ultimo è quello di garantire un fisco più equo e proporzionale all’effettiva capacità contributiva di ciascun lavoratore, così da ripristinare le necessarie condizioni di giustizia e solidarietà tra Stato e cittadini.

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