Cronaca
guardia di finanza

Aveva la partita Iva, ma percepiva lo stesso il reddito di cittadinanza

Il furbetto è residente in Valdelsa e non ha dichiarato redditi effettivamente conseguiti derivanti dall’attività professionale esercitata per un importo complessivo di oltre 11mila euro.

Aveva la partita Iva, ma percepiva lo stesso il reddito di cittadinanza
Cronaca Val d'Elsa, 12 Luglio 2021 ore 10:40

In un periodo come quello attuale, caratterizzato da una forte contrazione delle risorse disponibili particolare attenzione va posta sulle modalità con cui le risorse pubbliche, a vario titolo erogate, vengono impiegate in concreto dalla collettività.
In tale contesto i finanzieri del Comando Provinciale di Siena, in sinergia e collaborazione con l’INPS, stanno monitorando anche le posizioni dei percettori del “Reddito di Cittadinanza”, sussidio economico che viene erogato a soggetti o a nuclei familiari in possesso, cumulativamente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, di alcuni requisiti specifici, sia soggettivi che econometrici ben precisi.

Nella circostanza, è stata di recente individuata la posizione di un soggetto residente in Val d’Elsa e titolare di partita I.V.A., che ha omesso di indicare nella Dichiarazione Sostitutiva Unica, presentata per la certificazione del reddito ISEE, redditi effettivamente conseguiti derivanti dall’attività professionale esercitata per un importo complessivo di oltre 11mila euro. A seguito infatti dell’incrocio dei dati delle banche dati in uso al Corpo, le fiamme gialle senesi sono riuscite a ricostruire un reddito imponibile riportato in dichiarazione fiscale ma non invece nella Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Il soggetto è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica per il reato previsto dall’art. 7, c.1 del D.L. n. 4/2019 in quanto ha indicato dati non veritieri nelle attestazioni ISEE e non ha provveduto alle comunicazioni di variazione del reddito o del patrimonio, come invece previsto dalla normativa di riferimento. Analoga segnalazione è stata effettuata al competente ufficio dell’INPS per il blocco delle successive erogazioni e per il recupero delle somme già indebitamente percepite.

Contrastare lo spreco di risorse pubbliche vuol dire garantire un fisco più equo e proporzionale all’effettiva capacità di ognuno e in tale contesto il Corpo opera ogni giorno per ripristinare le necessarie condizioni di giustizia e solidarietà tra Stato e cittadini.
L’attenzione investigativa che la Guardia di Finanza sta rivolgendo a quanti si pongono volontariamente al di fuori delle regole si inquadra nel più vasto ambito delle attività di polizia economico-finanziaria condotte a contrasto dell’indebito accesso alle prestazioni assistenziali, che genera iniquità, mina la coesione sociale danneggiando i cittadini onesti e tutti coloro che - soprattutto nell’attuale contesto epidemiologico caratterizzato da una diffusa richiesta di sovvenzioni pubbliche - hanno concretamente bisogno di assistenza per sopperire alle sopraggiunte situazioni di difficoltà economica.