POGGIBONSI

Anziano soffocò la moglie, scatta la perizia psichiatrica

Il 90enne uccise la coniuge malata per non vederla più soffrire. Dopo cercò poi di togliersi la vita.

Anziano soffocò la moglie, scatta la perizia psichiatrica
Val d'Elsa, 25 Ottobre 2020 ore 10:45

Sarà una perizia psichiatrica a stabilire se Casimirro Delli, il 90enne poggibonsese che nel febbraio 2019 uccise la moglie e tentò poi di togliersi la vita, è capace di intendere e di volere, ed è quindi imputabile o no. La valutazione è stata disposta nell’ambito del processo che vede protagonista l’anziano, su cui pende l’accusa di omicidio volontario. La risposta della consulenza arriverà a metà gennaio.

Nel corso dell’ultima udienza, davanti al giudice hanno testimoniato prima i vicini di casa e poi i figli di Delli, che hanno sostanzialmente confermato quanto finora ricostruito. In preda alla disperazione e in uno stato di profonda depressione, l’uomo aveva deciso di terminare le sofferenze della moglie, Neda Vannoni di 83 anni, e di uccidersi. Non sopportava più di vedere la compagna di una vita, ormai gravemente malata, perdere ogni giorno di più la lucidità. Le motivazioni del suo agire furono già spiegate in alcuni bigliettini che aveva lasciato in casa, dove chiedeva scusa ad amici, parenti e anche ai carabinieri di Poggibonsi, che conosceva bene e con cui intratteneva rapporti di stima e amicizia.

Il suo piano si è compiuto però a metà: soffocata la coniuge, in quel momento a letto, Casimirro ha tentato prima di gettarsi nel fiume Staggia che corre vicino casa sua – non riuscendo nell’intento in quanto l’acqua era troppo bassa – poi ha provato a tagliarsi le vene. Solo l’intervento dei carabinieri gli ha impedito di togliersi la vita come desiderava.

La vicenda di Delli – difeso dall’avvocato Emiliano Ciufegni – sconvolse l’intera città, in quanto si tratta di un personaggio conosciuto da tutti, avendo fatto per anni il postino. Con Neda formava una coppia storica da più di 60 anni, benvoluta e apprezzata da tutti. L’avanzare degli anni avrebbe minato però la salute fisica e mentale dei due, fino al concretizzarsi dei tragici fatti. Subito dopo l’omicidio-tentato sucidio, Casimirro è stato posto agli arresti domiciliari, con la possibilità di uscire alcune ore al giorno ma sotto uno stretto controllo affinchè gli venisse impedito di compiere insani gesti.

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