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COLLE DI VAL D'ELSA

All’Agrestone diventa sempre più buio

La polemica dei cittadini e residenti: «Tra oscurità e buche, la sera si deve portare una torcia o rischiare di farsi male».

All’Agrestone diventa sempre più buio
Cronaca Val d'Elsa, 24 Dicembre 2020 ore 13:21

Non è una novità, l’insoddisfazione degli abitanti dell’Agrestone per lo stato della zona residenziale alla periferia di Colle: costruito negli anni ’90 con l’idea di realizzare un quartiere modello, negli anni l’area ha perso diversi colpi, ed oggi è considerata da molti poco più di un dormitorio. Il tentativo di realizzare un piccolo polo commerciale al centro del quartiere ha visto in pochi anni la chiusura di quasi tutte le attività commerciali che avevano tentato l’avventura (unici superstiti, la pizzeria, divenuta anzi una delle più note di Colle, e l’edicola-tabaccheria), mentre con il tempo si sono accumulati numerosi problemi di manutenzione mai del tutto risolti, che hanno portato i residenti ad elevare ripetute proteste, causate dalla sensazione strisciante di essere spesso dimenticati.

Una delle questioni che colpisce maggiormente è l’illuminazione, fondamentale per un quartiere che si sviluppa ad anello, con le abitazioni sul perimetro intorno ad un parco e ad un boschetto situati al centro, e quasi nella sua interezza attraversato da vialetti pedonali, e la cui situazione appare agli abitanti tutt’altro che soddisfacente: «I lampioni piazzati all’interno, lungo i vialetti che vanno verso il boschetto, hanno dei problemi da anni, praticamente da quando il quartiere è stato costruito – spiegano – Intere zone finivano per trovarsi al buio, con lunghe file di fanali completamente spenti e stradine senza la minima illuminazione. La scorsa estate era stato fatto un intervento di ripristino, con la sostituzione di molte lampadine e anche di qualche fanale, ma dopo pochi mesi siamo sostanzialmente allo stesso punto di prima.

La sera, anche solo per uscire a portare il cane, è necessario portarsi dietro una torcia, e non soltanto per raccogliere i bisogni dell’animale: senza si rischia di fare delle brutte cadute».
Al problema contribuisce non poco lo stato di molti dei vialetti, ridotti a loro volta in pessimo stato: «Ci sono buche praticamente ovunque, avvallamenti, mattonelle sbriciolate, pendenze e contropendenze che al buio diventano impossibili da vedere finché non si mette un piede nel posto sbagliato. Il problema principale, però, è la griglia di scolo che passa al centro di tutti i vialetti principali: in molti punti è completamente saltata, lasciando dei fori profondi e, di notte, sostanzialmente invisibili: è necessario prestare la massima attenzione a non mettere i piedi nel posto sbagliato, altrimenti il rischio è quello di spezzarsi una caviglia, soprattutto per le persone anziane che non hanno i riflessi abbastanza pronti per riprendersi».

E se i problemi abbondano con il sole, con la pioggia tendono a raddoppiare, poiché molti degli avvallamenti finiscono per trasformarsi in veri e propri stagni, come spiega un’anziana residente: «C’è un punto in particolare, vicino ai giochi dei bambini, dove con i primi acquazzoni si forma una pozza d’acqua lunga più di un metro e profonda una decina di centimetri, impossibile da aggirare senza finire nel fango e che va, letteralmente, passata a guado. A meno di avere gli stivali, ci si ritrova con l’acqua fino alla caviglia. Non credo che sia una cosa normale, questa zona sembra essere stata letteralmente abbandonata a se stessa».
La stessa sensazione, secondo i più giovani, è trasmessa dal tanto amato boschetto al centro del quartiere, dove a mancare è soprattutto la pulizia: «Non è tutta colpa di chi non pulisce, anche chi sporca ha le sue responsabilità: tra cartacce e mozziconi di sigaretta, il quartiere non da certamente una lezione di civiltà. E’ anche vero, però, che nessuno passa mai a dare una ripulita, oppure a tagliare erbacce e frasche».

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