CHIANTI FIORENTINO

A scuola un menù biologico che racconta le nostre origini

I Comuni del Chianti propongono agli oltre 3mila studenti che pranzeranno a scuola piatti della tradizione.

A scuola un menù biologico che racconta le nostre origini
Chianti fiorentino, 18 Settembre 2020 ore 10:08

Frutta e verdura biologiche e della filiera corta toscana, pane e schiacciata sfornati dai panettieri locali, olio extravergine d’oliva Igp e Dop Chianti Classico, pasta di Libera Terra, prodotta nelle terre confiscate alle mafie. La cucina e la dispensa delle scuole del Chianti si aprono nel segno della tradizione regionale e della cultura della legalità. Il 23 a San Casciano in Val di Pesa, il 26 a Greve in Chianti e il 5 ottobre a Barberino Tavarnelle prende il via il viaggio interculturale che porterà sulle tavole di oltre 3000 studenti piatti espressi, realizzati in loco dalle cuoche di Cir Food, la cooperativa cui è affidato il servizio di refezione scolastica dei Comuni del Chianti Fiorentino.

L’obiettivo è insegnare a mangiare in modo sano

Per le amministrazioni che da anni lavorano all’elaborazione condivisa del menu, curato nei dettagli dalle nutrizioniste Alessandra Siglich e Caterina Mori, si rinnova l’impegno ad avvicinare gli studenti al momento del pranzo scolastico con responsabilità e consapevolezza. “Non si tratta solo di sedersi e consumare – dichiarano le assessore alle Politiche educative di San Casciano, Barberino Tavarnelle e Greve in Chianti – vorremmo che i nostri ragazzi imparassero a vivere a tavola un’importante esperienza culinaria, a degustare e dare valore sociale e culturale al momento della convivialità, inteso come piacere del gusto legato alla scoperta e alla conoscenza, a raccontarsi e ad esplorare sapori autentici attraverso la condivisione di piatti di qualità, genuini, semplici e rispettosi dell’ambiente. Il cibo parla con i colori, le forme e conquista gli occhi, oltre che il palato, rivela le nostre origini e quelle di terre lontane”.

Un menù della legalità contro tutte le mafie

Nel rispetto delle misure antiCovid, in base alle disposizioni di ciascun plesso scolastico, gli studenti assaporeranno prodotti, come la pasta e le arance siciliane, banane e barrette di cioccolato del commercio equo e solidale, che promuovono nel piatto dei più piccoli un intero mondo, ispirato dai valori della pace e della concordia, dalla cultura dei diritti umani e dall’impegno civile. “Il menu della legalità, contro tutte le mafie, con i prodotti agricoli di Libera Terra, coltivati nelle terre liberate dalla mafia, è uno degli aspetti centrali del nostro menu – continuano le assessore – mangiare in modo sano e consapevole è un altro modo per camminare insieme, diventare cittadini attivi, attenti al dialogo, al rispetto delle diversità, all’inclusione”. Sulle tavole degli studenti del Chianti sfileranno i cavalli di battaglia toscani e chiantigiani come pasta al ragù, ravioli e tortellini, polpette al sugo, fagioli all’uccelletto, pollo al forno, pane, schiacciata, spezzatino, schiacciata con l’uva, e tanti altri piatti che alterneranno pesce e carne nella dieta mediterranea per mantenere il giusto equilibrio tra gli alimenti, essenziale al percorso di crescita e al benessere psicofisico di ogni bambina e bambino.

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