A quarant’anni dalla strage di Bologna: due montespertolese e una castellana persero la vita

A Verdiana Bivona il Comune di Castelfiorentino ha anche intitolato una strada, nel 2006.

A quarant’anni dalla strage di Bologna: due montespertolese e una castellana persero la vita
Val d'Elsa, 03 Agosto 2020 ore 13:05

Una castellana (Verdiana Bivona 22 anni) e due montespertolesi (Maria e Angela Fresu,

di 24 e 3 anni) furono tra le 85 vittime della bomba scoppiata alla stazione il 2 agosto 1980.

Una strage che ha lasciato una cicatrice profonda nelle comunità di Montespertoli e Castelfiorentino. Sono trascorsi quarant’anni, ma il ricordo è ancora vivo delle due donne e della bimba di soli tre anni che morirono per lo scoppio di una bomba alla Stazione ferroviaria di Bologna, quel tragico giorno del 2 agosto 1980.

Per questo una delegazione dei Comuni di Castelfiorentino e Montespertoli ha partecipato ieri alla commemorazione delle ottantacinque vittime di quel vile attentato terroristico, in cui persero la vita Verdiana Bivona (22 anni di Castelfiorentino, residente all’epoca in località Vallecchio), Maria Fresu (24 anni di Montespertoli) e la figlia Angela (3 anni) la vittima più giovane della strage.

Un destino davvero crudele, quello capitato alle due giovani donne e alla piccola Angela.

Come è noto, Verdiana Bivona e Maria Fresu erano amiche: insieme stavano recandosi vicino al Lago di Garda per una vacanza, in maniera analoga alle tante persone che affollavano la stazione ferroviaria di Bologna il mattino del 2 agosto. Per Verdiana (ma anche per Maria), quel viaggio rappresentava finalmente la possibilità di godersi un meritato riposo, dopo un anno trascorso lavorando duramente e portando sulle spalle anche il peso delle incombenze domestiche, dal momento che la madre di Verdiana era rimasta invalida. Insieme a Verdiana, Maria e alla figlia Angela, c’era un’altra amica, Silvana Ancilotti, anche lei di Castelfiorentino (abitava all’epoca nella frazione di Cambiano), che sarebbe rimasta ferita.

Alle 10.25, al momento della deflagrazione, le giovani donne si trovavano nella sala d’aspetto, dove era stato collocato l’ordigno. Verdiana, Maria e Angela morirono sul colpo. Del corpo di Maria Fresu fu perduta addirittura ogni traccia per diverso tempo, fino a quando un lembo di pelle fu ritrovato sotto un treno (di recente, in seguito a una prova del DNA, esso è risultato non appartenente al corpo di Maria, ponendo così nuovi interrogativi).

Alla cerimonia di ieri – una giornata particolarmente ricca e che ha concluso una serie di iniziative già avviate nei giorni precedenti (da registrare, in particolare, anche la visita giovedì di Sergio Mattarella, prima visita di un capo di Stato dopo 40 anni) – hanno partecipato il Sindaco di Montespertoli, Alessio Mugnaini, mentre per il Comune di Castelfiorentino era presente il consigliere comunale Silvia Callaioli.

“Non avevo mai partecipato a questa cerimonia – osserva Silvia Callaioli – e devo dire che è stata una giornata molto toccante, sotto tanti aspetti. Vedere i familiari delle vittime, che ancora portano con sé il dolore della perdita di un congiunto, mi ha portato a riflettere ulteriormente su un capitolo della nostra storia recente segnato in modo indelebile dal fenomeno del terrorismo, intorno al quale non sempre è stata accertata tutta la verità, a partire dai mandanti. Credo che essere presenti in una giornata come questa – conclude Silvia Callaioli – non sia soltanto un atto di rispetto per la memoria di queste giovani donne, ma anche un’occasione per ribadire la nostra più ferma condanna a ogni forma di terrorismo e a chiedere che sia fatta piena luce su uno degli episodi più oscuri della nostra storia repubblicana”.

“Angela, Maria e Verdiana, come tutte le altre vittime, meritano verità non certo per il dolore provato dalle loro famiglie ma per la speranza che lo combatte. È necessario fare luce e fare operazione di trasparenza completa su quello che è successo. Il Comune di Montespertoli farà la sua parte in questo percorso”. dichiara il Sindaco, Alessio Mugnaini.

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