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Poggibonsi

Va in pensione Fabio Cinci,  per molti anni a capo dei vigili

«Fare il pompiere significa mettersi a disposizione degli altri e di chi ha bisogno».

Va in pensione Fabio Cinci,  per molti anni a capo  dei vigili
Attualità 14 Maggio 2022 ore 15:31

Quella di Fabio Cinci è stata una vita lavorativa passata in divisa tra acqua e fuoco, adesso per capo dei vigili del fuoco della Valdelsa è l’ora di una meritata pensione. Da ben otto anni è capo distaccamento dei vigili del fuoco a Campostaggia, a conclusione del suo ultimo turno è arrivato il saluto ed il riconoscimento da parte dei sindaci della Valdelsa. Cinci, classe 1962, è entrato nel Corpo Nazionale dei vigili del fuoco il primo aprile del 1986, dopo avere effettuato tre mesi di corso a Roma, Cinci ha prestato servizio a Torino fino a settembre 1987. Si è poi trasferito al comando di Siena, dove è rimasto fino a novembre 2009, ha fatto poi tappa al di staccamento di Campostaggia, che ha guidato dal 2014 ad oggi e che ha competenza sui cinque comuni valdelsani. 

Cinci, come ha iniziato la sua esperienza lavorativa come vigile del fuoco?
«Tutto è iniziato nel 1981. Avevo fatto il militare proprio nei vigili del fuoco, al tempo si poteva fare nei corpi speciali. In quell’anno ero rimasto favorevolmente impressionato da questo corpo tanto da farlo diventare successivamente il mio lavoro».

Come è cambiato il suo lavoro nel corso del tempo?
«In questi anni di lavoro man mano che si sono susseguiti gli anni e quindi sono diventato più grande – ndr sorride – ho cambiato anche l’approccio. All’inizio c’era l’entusiasmo di imparare poi è diventato un consolidare il mestiere, seguire continuamente dei corsi di aggiornamento ed essere sempre più preparato. Gli ultimi anni hanno consistito nel rafforzare i rapporti con le Istituzioni e, quindi, dedicarsi anche agli aspetti più organizzativi. Facendo il capo distaccamento il mio lavoro consisteva anche nell’avere un legame con gli enti pubblici e le altre forze. Ho cercato di rinsaldare ed irrobustire la relazione tra il corpo nazionale e la comunità valdelsana, collaborando e cercando di essere sempre pronti per determinate esigenze e bisogni che i cittadini hanno avuto».

Quali sono gli interventi che più le sono rimasti impressi nella testa e sulla pelle?
«Sono molti e purtroppo gli interventi che ti rimangono marcati su di te sono quelli non belli e che riguardano morti. Il primo risale a quando facevo il militare, è stato quello di un uomo, purtroppo, morto per un incidente sul lavoro. Nel corso del tempo ce ne sono stati altri. Secondo la mia sensibilità gli interventi che mi sono più rimasti nel cuore sono quelli durante i quali abbiamo dato una mano agli anziani, che erano soli o senza parenti vicini. Hanno avuto bisogno anche di un sostegno morale e di vicinanza».

Quali sono stati gli incendi più grandi che la stazione poggibonsese ha gestito nei suoi anni di servizio?

«Sicuramente quello della ditta di rifiuti a Colle, ma anche quello dei Foci, entrambi sono durati alcuni giorni. Anni fa, invece, si verificavano una serie di incendi nelle discariche di rifiuti che duravano per giornate intere».

Cosa vuol dire per lei essere un vigile del fuoco?


«Per me aver fatto il vigile del fuoco ha significato aver dato un servizio alle persone che ne avevano bisognoso».

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