la chiusura

Un’altra estate senza piscina:Troppe le norme da rispettare, una scelta obbligata

La Gramasteda non riapre a causa delle tante regole che impongono alti costi e vari cambiamenti

Un’altra estate senza piscina:Troppe le norme da rispettare, una scelta obbligata
Attualità Chianti fiorentino, 11 Luglio 2021 ore 10:30

Ci speravano un po’ tutti nella riapertura della piscina Gramasteda in questa nuova estate. La struttura che da più di 30 anni corrisponde a un centro di ritrovo per tutto il territorio è già stata ferma lo scorso anno a causa delle norme Covid e quest’estate, per la tristezza delle famiglie e non solo, la decisione viene replicata. Troppe sono ancora infatti le norme in vigore che implicano uno sforzo maggiore da parte dei gestori, un ampliamento del personale importante e un aumento di prezzo nei confronti dei clienti. Opzione, soprattutto quest’ultima, che la Gramastenda non si è sentita di attuare. Danilo Barbieri, uno dei responsabili e gestori della struttura, spiega, con voce dispiaciuta, tutti i perché di questa decisione sofferta.
«La struttura è tutta pronta – ha spiegato Barbieri - però le restrizioni ci hanno consigliato di fare questa scelta. Con il contingentamento delle entrate, con lo stuart che deve accompagnare e con la sanificazione totale, diventa difficile per noi. Sono cose giuste intendiamoci, ma che impongono personale in più e un aumento di personale è anche un aumento di costi. Potrei ospitare 80 persone quando gli altri anni andavamo sulle 250 e la differenza è sostanziale. Dicono di dare 10 metri a postazione e le regole devono essere rispettate. Di fronte inoltre ai costi certi della stagione, che riguardano i problemi strutturali, dovrei quindi aumentare il prezzo per i clienti almeno a 15 euro a persona, e diventa una cosa assurda. Inoltre, anche la vasca idromassaggio è bloccata perché invece che 4 persone insieme, ne può entrare solo una».
Una decisione che certamente non rende felice Danilo e le persone che da sempre frequentano il luogo.
«Tanti clienti sono dispiaciuti – ha continuato - d’altronde ho una clientela da più di 30 anni. Però quando poi spieghi la situazione capiscono. Quando per una famiglia andare in piscina diventa un costo di 150 euro, non so quanto possa valere. Devo riconoscere che la nostra è un piscina che ha bisogno di qualche lavoro che la renda più bella e abbiamo preso la palla al balzo decidendo di fermarsi. Ci dispiace e chiedo scusa a tutti coloro che troveranno un po’ di disagio in questa situazione. Questa pandemia ha un po’ cambiato i valori in campo. Nel senso, se la gente prima non aveva problemi a dare 20 euro al figlio, ora è più limitato. Se prima in piscina ci si andava 3 – 4 volte, ora ci si va 2 volte. Per me è la mia vita, quindi mi dispiace non ritrovare quel rapporto con clienti, amici, che tutte le estati abbiamo».
Nella voce di Danilo mentre spiega il tutto si sente il forte dispiacere, dato dalla voglia di fare, anche durante l’estate, interrotta dal Covid.
«Ho sempre cercato di coinvolgere l’Amministrazione – ha concluso -. Mi avrebbe fatto piacere sentire qualcuno che mi dicesse “sei l’unica realtà della zona, cerchiamo di aiutarti”. È vero, io non ho mai chiesto nulla ma per adesso non sono riuscito a confrontarmi su questo. Avrei provato a cercare le vie traverse per poterlo fare, ma non è nel mio e nel nostro stile. Ripeto, ci dispiace molto anche perché mio fratello si era impegnato tanto per trovare soluzioni. Aspettavano le ultime normative sperando che le cose cambiassero, ma così non è stato. Non ce la siamo sentiti di alzare il prezzo. Ci rivediamo con la piscina nel 2022, con molte migliorie».