Attualità
CRONACA

Turismo, non ci siamo: è tutto un segno meno...

Basta prendere la calcolatrice e fare una semplice somma: la media negli arrivi tra Valdelsa senese e Chianti lascia sul terreno oltre il 59%. Nelle presenze il crollo verticale è di poco inferiore: ci si ferma, si fa per dire, ad un meno 57%. Dati, tra l’altro, del tutto coerenti con il totale della provincia di Siena. Qui, in tutto il territorio, gli arrivi segnano un meno 58,1% e le presenze il meno -55,1%.

Turismo, non ci siamo: è tutto un segno meno...
Attualità Siena, 29 Maggio 2021 ore 09:35

Una fotografia nitida. Dati chiari, cristallini. Che restituiscono per intero il ciclone Covid che si è abbattuto sul settore turistico ricettivo nell’annus orribilis 2020. Basta prendere la calcolatrice e fare una semplice somma: la media negli arrivi tra Valdelsa senese e Chianti lascia sul terreno oltre il 59%. Nelle presenze il crollo verticale è di poco inferiore: ci si ferma, si fa per dire, ad un meno 57%. Dati, tra l’altro, del tutto coerenti con il totale della provincia di Siena. Qui, in tutto il territorio, gli arrivi segnano un meno 58,1% e le presenze il meno -55,1%. E la debacle è servita.

La debacle

Tra le righe, ma non troppo, di debacle parlano i dati della “Rilevazione statistica del movimento dei clienti negli esercizi ricettivi” dalla Regione Toscana relativi all’anno 2020 resi noti dalla Camera di Commercio Arezzo Siena. Se le percentuali non lasciano spazio alla fantasia, i dati reali sui pernottamenti a confronto con il 2019 fanno emergere per intero il dramma che abbiamo vissuto e di cui a farne le spese sono lavoratori e imprese. E, infine, tutti noi.

Un depauperamento così importante di uno dei settori trainanti dell’economia chiantigiana, valdelsana, ma a dirla tutta toscana e italiana, è un problema sfacciatamente reale, talmente grande da far tremare i polsi a tutti i governi di tutte le latitudini. Che intanto, infatti, pensano al green pass o manifesti per un turismo sicuro. Ma, «Ci vorrà del tempo per recuperare occorrerà tempo per recuperare il terreno perduto». E’ sincero l’assessore regionale Raffaele Marras nel commentare i dati di Demoskopika che, insieme all’Università del Sannio, stima oltre 23 milioni di presenze in più da giugno a settembre 2021. Una crescita del 16,2 per cento. Con la Toscana che, subito dopo la Puglia e prima della Sicilia, è sul podio delle destinazioni più gettonate. Qui si stima l’arrivo di 4,1 milioni di turisti (+13,6 per cento) e 19,1 milioni di presenze (+23,3 per cento). Il passaporto vaccinale genererebbe, da solo, 516 mila maggiori arrivi e 234 milioni di euro di spesa turistica.
Ma se dal dire al fare c’è di mezzo il mare, bisogna guardare in faccia la realtà. E Marras è cauto. «Anche questa estate avrà delle limitazioni – dice - Ma sapremo gestire al meglio la situazione grazie alla professionalità di tutti gli operatori del settore. I Comuni, inoltre, sono già pronti ad organizza-re, per quanto possibile, occasioni di eventi di accoglienza che sapranno dare il miglior benvenuto possibile ai turisti». Staremo a vedere

Intanto il dovere di cronaca ci porta a raccontare il baratro in cui il Covid ci ha lanciato. Tra Valdelsa e Chianti senese se nel 2019 si erano contati 597.421 nel 2020 se ne contano 246.250. E se nel 2019 si erano contate 1.635.544 presenze nel 2020 sono 700.435. La provincia di Siena come abbiamo visto dalle percentuali non va molto meglio, tutt’altro. Così se nel 2019 gli arrivi erano 2.082.000 arrivi nel 2020 se ne sono contati 871.806. Se le presenze erano 5.241.183 nel 2019 nel 2020 sono stati 2.352.138 i pernottamenti effettuati.

Passando ai dati comune per comune, iniziamo dal Chianti dove gli effetti del crollo turistico si estendono alle degustazioni, agli Ncc, alle cantine dove si vende il vino e a tante, tantissime altre professionalità che sicuramente hanno già avviato un loro percorso di conversione. A Castellina il segno meno è di 61,2% negli arrivi e del 57,4% nelle presenze, se erano 167.934 nel 2019 i pernottamenti nel 2020 sono stati 71.557. Altra realtà a vocazione fortemente turistica, con strutture ricettive di pregio, ovvero Castelnuovo Berardenga, segna un meno 64,3% negli arrivi e 61,7% nelle presenze, anche qui per dare dei numeri nelle presenze si passa da 183.641 a 70.419. Stesso trend a Radda: meno 65,9% negli arrivi e meno 66,1 nelle presenze. Leggermente meglio Gaiole che segna, si fa per dire, solo un meno 58% negli arrivi e 58,2% nelle presenze.

Passando alla Valdelsa il Comune che contiene di più la voragine è Radicondoli con il suo meno 46% negli arrivi e meno 47,2% nelle presenze. Mentre il Comune che perde di più è Poggibonsi con un meno 69,9% negli arrivi e un meno 63,2% nelle presenze (66.335 arrivi nel 2019 e 19.989 nel 2020, 160.739 presenze nel 2019 e 59.112 nel 2020). San Gimignano, la realtà a maggiore vocazione turistica, dimezza letteralmente arrivi e presenze (meno 53,1% e meno 53,9%, da 517.900 presenze a 238.791, per gli arrivi si scende da 209.005 a 97.980). Anche Colle dimezza arrivi e presenze (meno 56,8% e me-no 55%), trend del tutto simile a Monteriggioni mentre Casole soffre un po’ di più: meno 67,9% negli arrivi e meno 60,4% nelle presenze.

Le strutture più penalizzate sono state sicuramente quelle alberghiere (-61,6% di arrivi e -60,7% di presenze in tutta la provincia), mentre le extra alberghiere (-52,8% di arrivi e -49,7% di presenze) hanno beneficiato maggiormente dei flussi turistici estivi, per lo più orientati verso vacanze a contatto con la natura e fuori dai centri abitati. Gli ambiti turistici caratterizzati da una maggiore vocazione al turismo “naturalistico” sono riusciti ad intercettare meglio una domanda caratterizzata dalla riscoperta e rivitalizzazione dell’isolamento e dell’integrità ambientale.

L’estate 2020 ha indirizzato oltre la metà dei villeggianti verso seconde case e appartamenti di proprietà o in affitto e ha rivalutato i campeggi a discapito delle strutture alberghiere. Poi ha assunto una importanza inedita nella scelta della destinazione la possibilità di “praticare sport”. Ed infatti tra le attività maggiormente praticate ci sono su tutti trekking e bicicletta. Così Le Terre di Valdelsa segnano a fine stagione un meno 57% negli arrivi e un meno 55,4 nelle presenze. Va peggio il Chianti il cui dato è categorico: meno 62,8% negli arrivi e meno 60,7% nelle presenze

Da dove sono arrivati i turisti? Sicuramente dall’Italia, la presenza di stranieri si è quasi azzerata è si attestata attorno all’80%, in calo anche nei mesi clue di luglio e agosto quando invece quasi ovunque i segni erano notevolmente più, quasi il doppio dell’anno precedente. I turisti di casa hanno ha contenuto le perdite (-33% arrivi, -23% presenze). Al primo posto nella classifica delle presenze per regioni di provenienza dei turisti italiani troviamo la Lombardia. Fra gli stranieri la Germania resta il primo mercato di riferimento, anche se i flussi sono più che dimezzati (-56% sia gli arrivi che le presenze), seguita dalla Svizzera (-38% arrivi, -57% presenze) e dalla Francia (-74% arrivi, -70% presenze). Molto più pesanti, prossime all’azzeramento, le flessioni dei mercati di provenienza a lungo raggio: gli Stati Uniti accusano una contrazione del 96%. Stessa dinamica per i mercati asiatici: in particolare per la Cina la riduzione dei movimenti si è attestata al 93% per i turisti e al 91% per i pernottamenti.

Da dove ripartire? Anna Lapini, vice presidente vicaria della Camera di Commercio di Arezzo-Siena  indica una strada. «E’ necessario recuperare soprattutto le presenze dei turisti stranieri – dice –  è indispensabile, oltre a realizzare una rapida ed efficace campagna vaccinale europea, l’introduzione del “green pass”. Ciò permetterebbe di avere un parziale recupero di turisti europei, mentre per gli asiatici l’attesa sarà lunga».