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il barometro

Poggibonsi: i giovani comprano casa: richiesta mutui oltre il 30%

Poggibonsi: i giovani comprano casa: richiesta mutui oltre il 30%
Attualità Val d'Elsa, 30 Gennaio 2022 ore 09:15

Il barometro poggibonsese sulle possibilità e le opportunità economiche di quella che può essere definita come la fascia dei giovani lavoratori viene data da quella che è la situazione legata alla richiesta di mutui. Per questo ci siamo addentrati nei numeri per indagare su qual è la situazione del territorio.

Poggibonsi: i giovani comprano casa: richiesta mutui oltre il 30%

Il primo dato che emerge è che questa parte della popolazione nell’ultimo anno ha fatto aumentare le richieste.
Le scadenze
Prima del 31 dicembre la scadenza per richiedere un mutuo garantito dallo Stato per i giovani era al 30 giugno, ma data la grande rilevanza è stata prorogata al 31 dicembre 2022. Lo Stato ha inoltre aumentato di ulteriori 242 milioni di euro il fondo prima casa giovani.

Gli aumenti nel 2021

Nel 2021 sul territorio si è registrata una crescita di mutui – tra quelli under 36 e gli altri – intorno al 20/25%. Di questo aumento la metà sono richieste di giovani sotto i 36 anni, con la tipologia garantita dallo Stato. Come hanno fatto notare alcuni istituiti bancari con una filiale in città, per quanto riguarda invece la totalità dei mutui accesi nel 2021 si sfiora il 30% di richieste da parte di coppie o singoli per richiedere una garanzia statale. I mutui Consap sono comunque quelli utilizzati per quasi il 100% dei casi, su 20 richieste solo un paio non sono garantite dallo Stato, sempre per quanto riguarda i mutui sotto i 36 anni.

Chi sono i giovani che hanno deciso di accendere un mutuo

La quasi totalità dei giovani sotto i 36 anni che ha deciso di accedere un mutuo garantito dallo Stato non ha la possibilità di avere una fideiussione dai propri genitori, nella maggior parte dei casi perché questi ultimi non sono in possesso di proprietà. La metà circa  sono individui singoli, comunque nella maggior parte dei casi con una relazione, ma con il partner non in grado di sostenere un acquisto della prima casa. L’altra metà è composta da giovani coppie, la maggior parte non sposata o comunque senza la condivisione dei beni. In un caso e nell’altro l’Isee non è mai superiore ai 40mila euro annui, anche perché altrimenti non sarebbe possibile accedere al mutuo.

Quanto viene richiesto

In questo spaccato di quella che è la realtà dei giovani poggibonsesi, che non sono, come si usa dire, né figli né figlie di papà e decide di camminare con le proprie gambe e finalmente acquistarsi la prima casa, nella quasi totalità delle situazioni viene richiesto il 100% del finanziamento. Come riportato dagli istituti bancari si tratta di acquisti di appartamenti, magari con un terrazzo o un piccolo giardino e con una stanza in più per una speranza di aver figli. La richiesta complessiva è per l’acquisizione di case che hanno un costo variabile dai 180mila euro ai 210mila euro, per una durata, a parte casi sporadici sempre a 30 anni. Quindi, con una rata mensile che si può aggirare dai 600 euro ai 700 euro.

Cosa dicono le banche

Per ChiantiBanca, il direttore Fabio Cambò ha parlato di un aumento «maggiore rispetto a quando non era in vigore questa tipologia di mutui. Un aumento del 30%. Il fenomeno più lampante, però, è stato la richiesta, nella quasi totalità dei casi, di mutui per finanziare l’intero acquisto dell’immobile. La metà delle richieste arrivano da coppie, si tratta di nuclei familiari di operai, impiegati o comunque di dipendenti, con un titolo di studio di base. La gran parte dei soggetti vivono già da dieci anni in affitto ed ora con questa possibilità hanno deciso di acquistare la prima casa. C’è una buona percentuale, intorno al 40% di toscani di seconda generazione».

Anche Giorgio Smacchi , direttore della filiale di Unicredit ha notato «un aumento dettato anche dall’attenzione a livello mediatico, Consap c’è sempre stata, ma credo che con l’avvento della pandemia c’è stata la volontà di dare maggiore enfasi anche per far ripartire il mercato. In città c’è un interessamento che si allinea intorno al 25% in più». La situazione non cambia per Samuele Gasparini direttore di Intesa San Paolo. «Si evidenzia una maggiore vivacità nelle richieste, perché si è mosso un settore che prima pensava di non essere in grado di prendere mutui - ha detto - Su 16 mutui in corso, 6 sono mutui giovani. Sempre con la richiesta di un finanziamento totale, tra il 100% ed il 95%. La maggior parte delle richieste sono in coppia per la loro prima casa. In questo momento siamo su un 60/70% di coppie ed il resto singoli. Nella maggior parte sono dipendenti, non liberi professionisti, non si tratta di imprenditori o artigiani, ma quasi tutti operai ed impiegati».

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