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L’area dell'Agrestone sarà un luogo verde: Il futuro passa da qui

"Gli edifici sono distribuiti ad anello, come delle mura, intorno ad una grande area centrale verde, dove sono rimasti conservati il bosco e il percorso alberato"

L’area dell'Agrestone sarà un luogo verde: Il futuro passa da qui
Attualità Chianti fiorentino, 15 Maggio 2021 ore 10:30

Il Parco dell'Agrestone è salvo. Potrebbe essere questa, riassumendo al massimo, la conclusione dell'incontro online, coordinato dal Comitato «Salviamo il parco dell'Agrestone», che ha visto confrontarsi numerosi cittadini con diversi membri dell'Amministrazione Comunale. Al centro della discussione, che si è espansa verso argomenti come viabilità, parcheggi, gestione del verde, raccolta dei rifiuti e decoro urbano, è sempre rimasto, infatti, un unico punto: la necessità di garanzie affinché il Parco possa rimanere inalterato anche in anni futuri, senza che vi siano realizzati nuovi edifici.
Per comprendere perché Il Parco dell'Agrestone, probabilmente il luogo più amato dagli abitanti del quartiere, abbia bisogno di una protezione speciale, è necessario andare indietro nel tempo di diversi anni. Quest'area verde, racchiusa tra le abitazione, caratterizzata da prati, da un'area gioco per i bambini e addirittura da un boschetto, è sempre stata motivo di orgoglio per chi, dopo l'inizio della realizzazione della zona residenziale, a metà degli anni '90, ha scelto di trasferirsi qui. La realtà, però, è che il parco è nato quasi per caso: «L'insediamento dell'Agrestone - ha spiegato l'architetto Tamara Migliorini, tra le fondatrici del Comitato - è caratterizzato da una particolarità, unica per la nostra città: gli edifici sono distribuiti ad anello, come delle mura, intorno ad una grande area centrale verde, dove sono rimasti conservati il bosco e il percorso alberato che già qualificavano l’Agrestone nella sua precedente destinazione ad area agricola. Il progetto originario prevedeva la costruzione all’interno di questa zona centrale del quartiere di un centro civico, di una chiesa e di un centro commerciale, ma solo quest’ultimo era stato di fatto edificato ai margini dell’area verde quando i primi abitanti hanno cominciato ad insediarsi nei fabbricati residenziali. Negli anni successivi il centro civico è stato costruito al di fuori dell’anello dei fabbricati residenziali e, quindi, per venti anni gli abitanti dell’Agrestone e dei quartieri limitrofi hanno usufruito della grande area centrale come un parco di verde pubblico».
Una situazione che è cambiata di colpo nel 2016, quando il Comune ha per la seconda volta approvato il progetto del Centro Parrocchiale presentato dall'Arcidiocesi: «Per la prima volta - ha continuato l'architetto Migliorini - divenne chiaro agli abitanti che il cuore del Parco dell’Agrestone era per una grande porzione edificabile e solo la provvidenziale indisponibilità economica aveva impedito la sua progressiva cementificazione. La presa di coscienza del valore di questo spazio pubblico dalle forti connotazioni  naturalistiche e sociali ha portato alla costituzione del Comitato Parco Agrestone, che con varie iniziative ha cercato di far ragionare i rappresentati del Comune e dell’Arcidiocesi sulle criticità dell’intervento, ma con grande sconforto ha assistito alla costruzione dell’incongruente fabbricato religioso. Questa conclusione negativa non può, però, oscurare l’importanza di alcuni risultati ottenuti, come veder maturare lo spirito di appartenenza al luogo e di collaborazione tra coloro che qui vivono».
Se non vi sono state, negli ultimi anni, ulteriori realizzazioni edilizie, nella situazione attuale nulla può garantire che non possa accadere di nuovo in futuro: l’attuale Regolamento Urbanistico, infatti, prevede per l’area centrale del Parco dell’Agrestone una destinazione urbanistica a servizi di uso pubblico di tipo religioso e scolastico, che comportano la possibile costruzione di ulteriori fabbricate. Un'idea che i cittadini del quartiere non sembrano disposti a tollerare. Il momento, per di più, si presta perfettamente ad un intervento: il Comune, infatti, ha attivato la formazione del nuovo Piano Operativo, chiedendo a tutti i cittadini a presentare le proprie proposte. L'architetto Migliorini ha, quindi presentato una manifestazione d'interesse, in modo che l'intera zona sia ufficialmente trasformata in parco di verde pubblico anche sotto il profilo urbanistico.
Una soluzione che sembra aver trovato il sostegno dei membri dell'Amministrazione intervenuti all'incontro: «Il sindaco Donati ed il vicesindaco Nardi - conclude la signora Migliorini - Stefano Nardi hanno riconosciuto il valore che il Parco ha assunto nel corso del tempo per i cittadini colligiani ed hanno assicurato che la richiesta di cambiare le attuali destinazioni urbanistiche con valenza edificatoria in una destinazione d’uso a parco di verde pubblico sarà presa in grande considerazione nell’ambito della formazione del Piano Operativo. In questa fase iniziale della formazione del nuovo strumento urbanistico è, infatti, prematuro prendere impegni assoluti, perché tutte le proposte andranno valutate, ma da parte dell’Amministrazione Comunale c’è la massima disponibilità a valorizzare le aree verdi pubbliche e a concentrare le aree a servizi scolastici nei luoghi già adibiti a questa funzione». Una soluzione ancora da confermare, che però i colligiani hanno salutato con entusiasmo, sperando che possa essere veramente lo scudo che proteggerà nei decenni futuri un’area verde tra le più amate.