Montespertoli

La fame non va in vacanza ma il paese si mobilita: Il lavoro della «Dispensa alimentare» per i più poveri

Da dieci anni il progetto della Misericordia aiuta chi è in difficoltà. Ad aprile erano 44 le famiglie, in aumento

La fame non va in vacanza ma il paese si mobilita: Il lavoro della «Dispensa alimentare» per i più poveri
Attualità Chianti fiorentino, 15 Maggio 2021 ore 14:00

Quando di martedì mattina lo incontriamo nella sede di via Martini, Celestino De Toffoli (in foto), responsabile della «Dispensa alimentare» della Misericordia locale, sta sistemando un pacco di alimenti per una famiglia. Pasta, legumi, tonno e cibi a lunga conservazione riposti con cura in una cesta. La lista dei prodotti aggiornata e inserita nel pacco, pronto per essere consegnato da un socio di «Volontari Insieme». I Servizi sociali lo hanno contattato perché la famiglia sta attraversando un periodo critico economicamente e sarebbe importante ricevesse i prodotti ogni quindici giorni anziché ogni mese. È una situazione che si verifica spesso, soprattutto adesso che la pandemia sta lasciando gravi strascichi sul mondo del lavoro e sull’economia.
La «Dispensa alimentare», ad aprile, ha assistito 44 nuclei familiari residenti nel borgo, un trend che è in crescita rispetto ai mesi precedenti. Sono 131 le persone di cui 45 minori, tutte famiglie in carico ai Servizi sociali. Ma nell’ultima settimana di aprile sono stati consegnati altri 10 pacchi, a famiglie saltuarie in stato di necessità, quando in media sono 7 al mese.


«Abbiamo bisogno dell’aiuto dei cittadini che possono donare qualche alimento – ha sottolineato Celestino De Toffoli - Sarebbe importante ricevere poco da tanti e non tanto da pochi. Questo è il nostro messaggio, ed è ciò che cerchiamo di fare coi diversi progetti che portiamo avanti, in modo che non siano solo la Misericordia e la Caritas, con la donazione di indumenti, a fare questo servizio di aiuto per i più poveri, ma anche altre associazioni, che col tempo ci possono dare una mano. È ciò che accade con il “Re.So” di Empoli dove vado a prendere frutta e verdura il giovedì, i “Volontari Insieme” con la “Spesa sospesa” e “Un frutto al giorno” per raccogliere cibi freschi. All’inizio eravamo poche persone, ora la rete si sta ingrandendo, in modo che se manca qualcuno il servizio non viene interrotto. Il lockdown ha ampliato il numero delle associazioni e delle persone disposte ad aiutare. La raccolta degli alimenti, organizzata attraverso gruppi Whatsapp, ha reso possibile continuare l’attività dei volontari nel rispetto delle norme anti-Covid e anche la gestione e distribuzione alle famiglie.
Sempre su Whatsapp ho fatto una chat per mandare le comunicazioni agli assistiti e per aggiornarli sui fondi che l’Amministrazione stanzia per le persone in difficoltà. Ci interessa che i cittadini siano informati consapevolmente su quello che succede in paese. Nell’ultimo periodo, con i soldi che ci ha dato il Comune, riusciamo a comprare prodotti per l’igiene personale come shampoo, bagnoschiuma e detersivi, che uniamo a cibi freschi e a lunga conservazione».
Celestino poi indica gli scaffali dove sono ordinati i pacchi pronti per la consegna. Ogni posto ha un numero di riconoscimento, per garantire la privacy, e le prime famiglie a essere assistite, già dieci anni fa, hanno le cifre iniziali della scala numerica.
«Negli anni – ha concluso De Toffoli – si sono avvicinate molte persone. Quando dobbiamo consegnare 44 pacchi non troviamo nemmeno posto sullo scaffale. Purtroppo, molte delle famiglie che chiedono aiuto sono “croniche” perché continuano ad avere un Isee basso, nonostante la filosofia dovrebbe essere aiutare nei momenti critici. La realtà è che la fame non va in vacanza. Sarebbe prezioso ricevere donazioni tutto l’anno, soprattutto da maggio a novembre, e non solo nel periodo di Natale e Pasqua, per garantire un servizio essenziale per la salute e la vita dei nostri concittadini».