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le parole

Il sindaco va all’attacco sul «tubone»

Il primo cittadino chiarisce le iniziative, ma puntualizza: «Da noi fatti concreti, dagli altri solo chiacchiere»

Il sindaco va all’attacco sul «tubone»
Attualità Val d'Elsa, 19 Dicembre 2021 ore 14:13

«Noi siamo i soli che hanno fatto qualcosa, gli altri si sono limitati alle chiacchiere». E’ stata una risposta tanto netta quanto dura, quella del sindaco Alessandro Donati sulla questione del contrasto al progetto di sfruttamento dell’acqua dell’Elsa e delle Gore di Colle per la produzione di energia idroelettrica. Quando nel corso dell’ultimo Consiglio comunale il consigliere Valerio Peruzzi, capogruppo della lista Io Cambio e da sempre piuttosto critico sul progetto (definito dispregiativamente a Colle «tubone»), ha chiesto informazioni sulle iniziative prese dall’Amministrazione comunale, a sua volta schierata dichiaratamente contro l’iniziativa, il primo cittadino, pur chiarendo la linea seguita dalla sua Amministrazione, ha usato parole molto pesanti, dichiarando che soltanto la giunta comunale avrebbe portato avanti iniziative concrete, mentre tutti gli altri – forze politiche ed associazioni – si sarebbero limitati alle parole.
Il sindaco Donati ha esposto le azioni realizzate negli ultimi due anni per rispondere ad un progetto che lascia diversi dubbi sui possibili danni al fiume e agli storici canali: «Già il 30 agosto 2019 abbiamo esposto il primo parere sfavorevole al progetto, seguito da un secondo, il 31 dicembre dello stesso anno, alle integrazioni presentate dalla ditta PVG, detentrice del progetto. Il 7 giugno del 2020 abbiamo fatto opposizione al permesso di derivazione delle acque superficiali, e il 10 agosto, finalmente, abbiamo inviato alla Conferenza dei Servizi il principale parere contrario all’autorizzazione a procedere. Una volta giunto il parere favorevole della Conferenza, lo scorso 20 luglio, abbiamo presentato un’istanza di annullamento, e successivamente un ricorso al TAR a metà ottobre. Attualmente stiamo attendendo l’udienza, prevista per febbraio, sul decreto di autorizzazione. Abbiamo contemporaneamente portato avanti un complesso lavoro con la Soprintendenza, che ha portato ad un sopralluogo alle Gore al fine di convincerla a presentare un suo ricorso, ma per il momento non sappiamo se questo verrà fatto, anche se le possibilità sembrano poche. Infine, benché sia un compito che non spetterebbe al Comune, è in via di definizione un protocollo di ricerca con l’Università di Siena per lo studio degli habitat prioritari dell’Elsa e del fiume in generale».
Allo stesso tempo, il primo cittadino ha lanciato pesanti frecciate alle forze di opposizione, ma anche alle associazioni che da tempo lottano contro il “tubone”: «Il tema è stato più volte trattato in Consiglio comunale, sono state votate due mozioni contrarie al progetto, e nel secondo caso le opposizioni sono uscite dall’aula per motivi secondo me secondari. E’ bene ricordarsi di tutta la storia quando si parla di una questione. Dallo scorso anno l’amministrazione ha più volte dichiarato la propria contrarietà, utilizzando tutte le proprie prerogative per contrastare il progetto. Aspettiamo la collaborazione della società civile, che per ora però ho visto solo a parole, che potrebbero essere riassunte con il “bla bla bla” di Greta Thumberg: tante chiacchiere da forze politiche ed associazioni, ma arrivati al dunque non ho visto ricorsi, azioni dimostrative o altro. L’Amministrazione può agire nel suo ambito, ma non può certo andarsi ad incatenare alla Divisa della Gora».