L'iniziativa

Il cortometraggio per rilanciare la città

S’intitola «O.», il regista è il celebre Francesco Bruschettini ed è stato prodotto grazie all’aiuto del Rotary Valdelsa

Il cortometraggio per rilanciare la città
Attualità Val d'Elsa, 11 Luglio 2021 ore 11:30

Un cortometraggio per rilanciare la città. E’ Niccolò Mucerino, il presidente del Rotary Valdelsa, ad annunciarlo. «Nel periodo più duro del Covid non abbiamo fatto conviviali come da decreto. Essendo, però, la nostra un’associazione di service che interviene sui territori, cercando di collaborare con tutti gli enti e le istituzioni, ci siamo confrontati con l’Amministrazione per individuare le criticità dettate dal momento. Parlando con l’assessora alla cultura Carolina Taddei ed il sindaco Marrucci abbiamo capito quanto sia stata incisiva, in negativo, per il settore del turismo la pandemia, anche a livello economico. Così, abbiamo deciso di attivare un service in questo campo. Essendo anche il trentesimo anniversario dell’Unesco abbiamo voluto puntare su questo aspetto. Abbiamo, così, pensato di far girare un cortometraggio, non un documentario, ma qualcosa di innovativo e particolare per dare risalto alla città e farla diventare una protagonista. L’idea è stata quella di abbinare le riprese della città ad una storia. Una storia d’amore di due ragazzi che si sono conosciuti in città e si fanno una promessa. Dopo la promessa a distanza di 50 anni, si ritrovano in Piazza della Cisterna ed il corto si apre all’immaginazione con un finale a sorpresa. In Rocca lo abbiamo proiettato mercoledì 30, l’obiettivo era dare visibilità alla città con un investimento legato al turismo. Il corto andrà anche a vari concorsi, tra questi il Casole Film Festival. Cercheremo di lanciarlo a livello nazionale nelle prossime settimane. Una forma di promozione nell’ottica di rilancio». Il regista è l’ormai celebre Francesco Bruschettini, già conosciuto per aver prodotto «Nel bagno delle donne», ma anche per Sky arte una ripresa documentaristica della città di Siena ed il premiatissimo «Cani di razza». Bruschettini è un uomo di cultura, un intellettuale ed eclettico soggetto dai tratti geniali. Il suo corto sulla città si intitola «O.». «C’è una duplice valenza – ha spiegato Bruschettini – perché O. è il nome della protagonista, ovvero Ornella, questo lo capiamo all’inizio quando il protagonista maschile ritrova un biglietto firmato da O. Dallo scritto si capisce subito che era una persona che lui aveva amato e questa persona gli scrive per ringraziarlo. Però la O è anche una figura ricorrente nel corto. Perché di fatto è un cerchio e ritorna in tutto il cortometraggio. Tutto ruota, appunto, intorno ad una moneta da 100 lire, ma la O è anche il simbolo del Rotary ed è tutto incentrato su Piazza della Cisterna». «Ho cercato – ha concluso Bruschettini – di portare una visione ciclica del tempo, è il cerchio il fulcro, il nucleo ed il centro della storia. Tutto ritorna ed è il ciclo della vita. Il passato, il presente ed il futuro che si fondono. L’uroboro è presente nel corto – Ndr l’uroboro è un simbolo molto antico, presente in molti popoli e in diverse epoche. Rappresenta un serpente o un drago che si morde la coda, formando un cerchio senza inizio né fine – quindi c’è anche tutta la filosofia del tempo di Friedrich Nietzsche. Il ritorno del tempo, ma anche il tempo che si dilata e ricompare. Al di là di questo la cornice è quella della città. Di fatto è un service fatto in occasione dei trent’anni di patrimonio Unesco, però volevamo fare qualcosa di diverso e non fare il classico spot. Non volevamo celebrare la città con la classica immagine da cartolina. È una breve storia, ma c’è intensità. Un corto che tra qualche anno si potrà rivedere, perché ha una sua narrazione. È la mia prima opera per la città, sono, così, ritornato a casa dopo alcuni anni. Ci terrei anche a far presente che il protagonista è un ex direttore di banca, quindi non è un professionista, ma è stato molto bravo».