Poggibonsi

I fantasmi che occupano la città 

«La politica è sempre stata quella di riqualificare le aree e dare la possibilità di creare delle zone residenziali»

I fantasmi che occupano la città 
Attualità Val d'Elsa, 10 Luglio 2021 ore 09:30

In città esistono dei luoghi che potrebbero essere definiti dei fantasmi. Si tratta di capannoni ex industriali che occupano inutilmente spazi che potrebbero invece trovare usi importanti. Sono i tanti edifici vuoti che si sono accumulati un po’ ovunque nella città, mentre l’edificazione avanza mordendo porzioni sempre più vaste di verde e di campagna. Le motivazioni principali di questa situazione sono dettate dal fatto che nel dopo guerra in tutte le città della Valdelsa le fabbriche e le aziende in genere sono state spostate pian piano. I piani regolatori hanno di fatto utilizzato il sistema della perequazione, ovvero dello spostamento dei volumi, per rimuovere le aziende fuori dal territorio urbano. Nel caso poggibonsese riempendo in particolar modo i Fosci, questo però ha provocato una problematica non di poco conto, ovvero lasciando dei fantasmi in città. Sono molti i cittadini che hanno mosso proteste e lamentele sulla questione, in particolar modo uno, che nel corso del tempo si è occupato di urbanistica in modo dettagliato, si tratta di Loriano Checcucci. «La politica del Comune – ha affermato Checcucci – è sempre stata quella di riqualificare le aree e dare la possibilità di creare delle zone residenziali dove prima c’erano delle ditte o delle fabbriche, questo, però, è un ragionamento a metà. Non ancora tutte le zone dove prima si trovavano delle fabbriche sono state rigenerate da un punto di vista urbano. Inoltre, credo che sarebbe necessario adottare degli strumenti urbanistici o delle sanzioni che obbligano a fare delle manutenzioni e tenere pulite quelle aree che ancora non sono state rigenerate». Negli anni molte aziende si sono trasferite o hanno chiuso, questo ha fatto sì che siano rimasti molti spazi nel centro storico della città con dei fabbricati lasciati a se stessi. Il caso più eclatante, come suggerito da Checcucci e non solo, ma anche da gran parte della popolazione è in Via Pellegro Suali, proprio davanti alla scuola Calamandrei, di proprietà privata. Sono state molte le segnalazioni, al nostro settimanale, ma anche all’Usl. La struttura non ha problematiche igienico sanitari, di conseguenza la questione sembrerebbe essere esclusivamente legata al decoro generale della città. «L’area – continua Checcucci – è quella più clamorosa, andando da Piazza della Stazione verso la scuola. Tutta l’area sulla parte sinistra della viabilità pubblica è in degrado, era una fabbrica, poi diventata sostanzialmente un relitto. Il problema è che non vengono utilizzati questi spazi per la città, potrebbe essere l’unico polmone verde ed anche decongestionare il traffico sia dei privati che dei mezzi pubblici. Stesso errore per l’area ex Sardelli nella quale poteva essere creato anche un parcheggio definitivo ed un terminal, addirittura poteva esserci realizzato un mercato fisso al coperto». Le strutture abbandonate sono ancora tante, però, con edifici fatiscenti, calamite di degrado umano e sociale, come, appunto, lo stabile vicino alle scuole Calamandrei, l’ex Egizia. Un’area immensa, che arriva fino a Via Rossini o l’area ex Piaggiole, che pur essendo più periferica è comunque a pochi chilometri dalla piazza principale. Altra situazione è uno spazio molto vicino alla zona sportiva Virtus, recandosi verso il centro e quindi nei pressi dell’ex Ospedale, lungo il fiume, in Via Volturno, Via Leopardi e Via Vallepiatta. «È da sottolineare – ha affermato Checcucci – che in questo ultimo caso si è vicino ad un fiume. Occorre portare dei rimedi a queste situazioni. Si tratta di veri e propri conflitti sociali, in ragione del degrado e del decoro generale della città. Oggi la quotidianità di un poggibonsese che passeggia per il centro è condizionata dal vedere capannoni ex industriali. Le scelte che sono state fatte fino ad oggi non le reputo ottime. In tutte e ripeto tutte le zone ex industriali o ci sono troppe residenze o dei capannoni abbandonati. Il fatto grave è che non si è pensato a trovare degli spazi verdi, delle aree comuni per la popolazione».