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Condannati i proprietari dopo l’esplosione

Primo verdetto dopo cinque anni dalla morte di Valentina Auciello nella sua abitazione a Villamagna

Condannati i proprietari dopo l’esplosione
Attualità Chianti fiorentino, 23 Febbraio 2022 ore 17:47

Sono passati più di cinque anni da quel tragico 17 novembre del 2016, quando una villetta in via di Villamagna, dove la strada si arrampica in tornanti e dove abitava una giovane coppia con le loro due bambine di 7 e 10 anni, esplose in un boato avvertito anche da lontano, causando la morte della donna, Valentina Auciello. Adesso il tribunale di Firenze in primo grado, come racconta anche l’Ansa, ha raggiunto un verdetto e ha condannato il legale rappresentante e l’amministratore di fatto della società proprietaria dell’immobile a un anno per omicidio colposo, con pena sospesa, oltre al risarcimento del danno alla famiglia. L’esplosione, avvenuta nella serata, sarebbe stata causata dal piano cottura, che avrebbe originato una perdita di gas, poi risultata fatale.
Furono ore di lavoro intense per il personale dei vigili del fuoco e le squadre accorse sul posto, per mettere in sicurezza il luogo dal rischio di ulteriori crolli, con le ambulanze in azione per portare al più presto in ospedale l’uomo e le due piccole, e soprattutto per effettuare le ricerche di Valentina, rimasta travolta dalle macerie. Si continuò così a scavare anche nella notte, rimuovendo i calcinacci uno per uno, alla luce delle fotoelettriche e di una torre faro portata sul posto grazie alla protezione civile, fino purtroppo al ritrovamento del corpo, quando ci si rese conto che non c’era ormai più niente da fare. Vigili del fuoco che avevano poi continuato a lavorare senza sosta, lungo l’area cosparsa di detriti, scagliati ovunque dalla forte esplosione, ritrovati a diversi metri dai resti della casa, tra l’erba e i cespugli.
Un angolo di paradiso, in cui ritirarsi dopo il lavoro, quello che Roberto Mantione svolgeva in un negozio di articoli e alimenti per animali domestici di via Aretina, trasformatosi d’improvviso in un inferno. Il giorno dopo, sotto gli occhi dei rari passanti, quel tratto di verde affacciato sulla vallata, vicino all’abitato di Villamagna e verso la vetta dell’Incontro, mostrava solo i resti della casa, attorno a cui regnava un grande silenzio rotto solo da alcuni tecnici incaricati dei sopralluoghi e di ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti.
Eppure un segnale della presenza del gas all’interno della loro casa la famiglia Mantione lo aveva percepito al momento del suo rientro, tanto da spingerli ad avvertire l’addetto alla manutenzione dell’impianto, ma non è stato sufficiente a scongiurare l’esplosione e soprattutto a metterli al sicuro.
Ai funerali di Valentina, la chiesa della Sacra Famiglia dei Salesiani di via Gioberti, a Firenze, scelta per la cerimonia di commiato, era gremita di persone, accorse per far sentire la loro vicinanza alla famiglia, ma non poterono partecipare Roberto e le bambine, in quei giorni ancora in ospedale per le ferite e le ustioni riportate.

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