la situazione

Addio al progetto luci di Colle Alta

Tra ritardi, burocrazia e processi, il progetto d’illuminazione ideato nel 2017 non è mai partito. Colligiani rimasti al buio nella speranza di nuove idee e piani per la parte alta della città

Addio al progetto luci di Colle Alta
Attualità Val d'Elsa, 11 Luglio 2021 ore 09:30

Era probabilmente una delle idee più apprezzate e desiderate dai colligiani: l’idea di vedere le mura di Colle Alta illuminati da una serie di riflettori, splendenti di luce nella notte, aveva colpito profondamente la cittadinanza quando, nel 2017, l’Amministrazione annunciò di avere vinto il bando indetto dal Ministero dell’Ambiente per il Giubileo della Luce. L’investimento doveva essere di notevoli proporzioni: 100mila euro, interamente finanziati dallo Stato, che avrebbero permesso l’installazione di ben 24 nuovi punti luce nell’area di Bacìo, proprio sotto i bastioni medievali della città, oltre che nella piazza del duomo. Proprio la Concattedrale colligiana avrebbe dovuto essere il cuore della nuova area illuminata: tre sarebbero state puntate verso la facciata, due sull’abside, due sulla Porta Santa e ben sette sul campanile. Le altre dieci avrebbero dovuto valorizzare la cinta muraria, garantendo un effetto visivo spettacolare.
Il condizionale, in questo caso, è indispensabile, perché il progetto non è mai partito, e proprio nei giorni scorsi è arrivata la parola «fine» su qualsiasi speranza: lo stesso dicastero, divenuto ora «della Transizione Ecologica», ha infatti chiesto al Comune di Colle la restituzione dei 30mila euro concessi in acconto, cosa che l’amministrazione ha dovuto forzatamente fare, nonostante la grande amarezza di dover sostanzialmente rinunciare a ogni possibilità di far partire l’opera.
Una situazione imbarazzante, che però, per una volta, non sembrerebbe essere legata ai proverbiali ritardi nella realizzazione dei progetti da parte delle Amministrazioni comunali. A quanto ha dichiarato un membro della giunta guidata da Paolo Canocchi, in carica tra il 2014 e il 2019 e titolare del progetto per il Giubileo della Luce, questa volta il ritardo successivamente sarebbe infatti legato ai problemi legali affrontati, in quel periodo, dalla Soprintendenza di Siena: la soprintendente alle belle arti del periodo, Anna Di Bene, venne accusata di abuso d’ufficio e concussione a causa di una pratica legata al frazionamento di una villetta ad Ansedonia, nel Comune di Orbetello, nel periodo compreso tra il 2015 e il 2016, accuse che, lo scorso novembre, l’hanno portata ad una condanna a sei anni di reclusione. La vicenda rallentò pesantemente le attività della Soprintendenza, e l’autorizzazione a procedere giunse solo quando i termini per l’apertura dei cantieri erano ormai scaduti, condannando il progetto all’ingloriosa fine arrivata in questi giorni.
La speranza è che, a questo punto, venga preparato un nuovo progetto per permettere l’illuminazione delle mura e dei monumenti colligiani, iniziativa che potrebbe avere grosse ripercussioni sul turismo della città. Una possibilità rafforzata dall’intenzione, a più riprese sottolineata dall’amministrazione comunale, di intervenire per riqualificare l’area di Bacìo: la zona sotto le mura cittadine avrebbe dovuto essere utilizzata per la realizzazione di una cinquantina di orti urbani, da assegnare gratuitamente ai colligiani interessati, ma dopo l’interruzione dei lavori, avvenuta ormai oltre due anni fa, in contemporanea con il cantiere «gemello» ai margini del quartiere dell’Agrestone, il progetto sembrerebbe essere tramontato. Questo fa pensare alla realizzazione di differenti tipi di opere in questa zona: tra le varie idee che sono venute a galla negli ultimi anni, sono comprese la creazione di un percorso-vita sotto le mura o di un secondo impianto di risalita per Castello, in appoggio al da sempre malfunzionante ascensore del Baluardo, oltre, naturalmente, alla riattivazione, per lo meno, dell’illuminazione già esistente, i cui punti luce sono da tempo fuori uso.