Dalla guerra alla pandemia di oggi

Un secolo di vita per Primo Turrini: auguri!

Tanti auguri a Primo Turini che si aggiudica un traguardo importantissimo: i cento anni.Primo Turini è nato, appunto, il primo di gennaio del 1921

Un secolo di vita per Primo Turrini: auguri!
Altro Siena, 10 Gennaio 2021 ore 15:00

Tanti auguri a Primo Turini che si aggiudica un traguardo importantissimo: i cento anni.Primo Turini è nato, appunto, il primo di gennaio del 1921. Il figlio Gabriele Turini ha voluto fare gli auguri al proprio padre così, «Babbo Primo, Auguri. Sei nato a mezzanotte fra gli anni 20/21 del ‘900. Ne finisci ben cento. Sono tanti e sono tante le cose che hai fatto in tutti questi anni. Ne hai fatte veramente tante. Non ti ho mai visto fermo». La soddisfazione di una famiglia e di una comunità intera per un raggiungimento di un traguardo così importante, che descrive tutta la vita di un uomo, ma anche di un’epoca storica. Un secolo di vita, di mondo, di esperienze e di rapporti familiari. SicuramentePrimo è una figura ben conosciuta su tutto il territorio e non sono mancati gli auguri da parte di tutta la popolazione, compresa l’Amministrazione comunale ed il sindaco David Bussagli. Primo ha attraversato guerre, crisi economiche e pandemie, sempre con la dinamicità che lo contraddistingue ancora oggi. Anche dalle parole del figlio è ben capibile che l’energia e la voglia di fare sono state sempre al centro della vita di Primo. «Ora purtroppo la voglia di fare è diminuita - ha detto il figlio - anche se i ricordi ed i pensieri di mio padre vanno ancora forte. Da domani cominceremo a contare insieme ancora una volta i suoi anni. Voglio fargli i miei più grandi auguridi salute e tranquillità. Con un ringraziamento, un bacione ed un abbraccio a tutti quelli che gli stanno vicini e gli hanno fatto gli auguri». Il più saggio della città che ancora racconta storie, eventi e tempi passati della vita, ma con la voglia instancabile di guardare al futuro. «Mi piace vederlo così – ha concluso Gabriele – fra tutte le sue opere d’arte piene di luce e di vita. Mi ricordo ilprimo anno in città, dove si trasferì per il suo lavoro di intarsiatore nel 1960. Mi portò al bar Gelori a vedere la corsa fantastica di Berruti alle Olimpiadi. Un rinnovato grazie a tutti coloro che lo ricordano. Un ringraziamento particolare al Comune ed al sindaco per gli auguri».