CASTELFIORENTINO

Svolta nel giallo della coppia uccisa e fatta a pezzi: arrestata l’ex nuora

Shpetim e Teuta Pasho sono scomparsi nel 2015. Da allora le figlie li hanno sempre cercati.

Svolta nel giallo della coppia uccisa e fatta a pezzi: arrestata l’ex nuora
Altro Val d'Elsa, 22 Dicembre 2020 ore 12:58

Elona Kalesha sarebbe la chiave di tutto per risolvere il caso dell’omicidio della coppia Shpetim e Teuta Pasho. La donna, 36 anni, anche lei di origini albanesi è stata arrestata questa mattina dai Carabinieri. All’epoca dei fatti la donna eraconvivente con il figlio della coppia dei coniugi uccisi. Adesso è accusata di omicidio, occultamento e vilipendio dei cadaveri dei due coniugi.

Il caso

Fatti a pezzi e messi con cura in quattro valigie, poi buttate all’altezza del carcere di Sollicciano, lungo la Firenze-Pisa-Livorno. I loro corpi erano avvolti in del nylon domopak, poi sigillati in alcuni sacchetti. Sarà la sezione impronte del reparto investigazione scientifiche di Roma a mettere la parola fine sull’identità dei resti di sesso maschile. Tutti i punti rilevabili sull’impronta di un dito di una mano del cadavere corrispondono alle impronte dattiloscopiche di Shpëtim Pasho. Gli altri resti sono quelli di sua moglie, Teuta. Entrambi massacrati. Senza pietà. Peggio di qualsiasi altra scena del crimine.

È giovedì scorso quando viene trovata la prima valigia. Pochi giorni dopo le prime indiscrezioni sul fatto che quei corpi potessero essere di due cittadini albanesi scomparsi nel mese di novembre del 2015. Spariti nel nulla. Era il 2 novembre di cinque anni fa quando i due coniugi non rispondono più alle telefonate delle figlie. I familiari parlano della loro volontà di trasferirsi in Germania, ma le figlie Dorina e Vittoria Pasho non ci hanno mai creduto realmente.

Una vicenda macabra

Le indagini continuano. Tanti i nodi da sciogliere. Prima di tutto su dove si trova il figlio dei due coniugi Taulant, latitante dal novembre del 2015. Un altro tassello che si aggiunge al giallo è la violenza, troppa, contro la donna. Ammazzata di botte. Picchiata selvaggiamente ovunque: testa, arti fino alla lesione dell’osso ioide. Costole mandate in frantumi. Mix di asfissia e strangolamento, diranno i medici legali Stefano Pierotti e Martina Focardi. Un accanimento fuori da ogni misura sul suo corpo. Una rabbia che, se per adesso non getta luce sul colpevole, lascia dietro tanti interrogativi. L’assassino era coinvolto emotivamente? Perché si è accanito soprattutto sul corpo di Teuta? Ce l’aveva particolarmente con lei? L’uomo è stato invece ucciso con una coltellata. Poi c’è la droga. Lo stesso motivo per cui il figlio faceva avanti e indietro dal carcere di Sollicciano. E quei 40mila euro, frutto di un risarcimento dell’assicurazione, e che Shpetim custodiva con sé. Anche i soldi sono spariti nel nulla. Una faida familiare e rapporti che si intrecciano?

Il giallo dei corpi

È un puzzle violento quello che hanno ricostruito i Carabinieri. I primi indizi che il corpo dell’uomo potesse essere quello di Shpëtim, l’ancora tatuata e le sue iniziali. I corpi sono stati ritrovati da un contadino. «Credevo che fosse qualcosa di prezioso», ha detto ai giornalisti. Invece non c’erano soldi né ori, ma erano Teuta e Shpëtim, scomparsi da cinque anni.

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