L’intervista

San Gimignano contro la crisi, una Morbis pragmatica

Le parole dell’assessora al sociale, in relazione alle nuove povertà che potrebbero verificarsi su tutto il territori

San Gimignano contro la crisi, una Morbis pragmatica
Altro Siena, 08 Novembre 2020 ore 11:00

La fase attuale della pandemia, sta generando una rapida discesa per molti settori, per tanti altri la situazione potrebbe essere addirittura peggiore rispetto alla precedente crisi economica. Ciò porta inevitabilmente ad un tracollo anche del contesto sociale.

Per la città la situazione non è certamente più rosea di altri luoghi del territorio e l’assessora Daniela Morbis ha commentato ciò che sta accadendo con parole pragmatiche e realistiche.

«La prima fase – ha affermato Morbis – dell’emergenza è stata sanitaria ed ancora non possiamo considerarla finita, poi c’è stata quella economica. Tutto ciò sta pian piano facendo emergere nuove difficoltà. Personalmente credo che a breve la situazione peggiorerà ulteriormente e sarà dura affrontare i prossimi mesi. Durante l’estate abbiamo assistito ad un minimo di ripresa, ora invece c’è da affrontare la stagione invernale e sarà dura per tutti quei cittadini che solitamente sono impiegati nel lavoro stagionale».

Sotto un profilo sociale quali sono, secondo lei, le prospettive future?

«Ci aspetta un periodo difficile. L’ultimo decreto mette in difficoltà diverse categorie lavorative, in particolare nell’ambito della ristorazione, dello sport e della cultura. Capisco la loro rabbia e mi auguro che possano ricevere il prima possibile ristori economici. Stiamo assistendo all’emergere di nuovi poveri e nuove emergenze sociali, una nuova fascia di popolazione che finora è stata sconosciuta ai servizi sociali».

Dalle parole dell’assessora al Sociale si capisce che prima di tutto è importante attivare risorse per il lavoro e non proseguire con una logica di assistenzialismo.

Quali sono le novità sotto un profilo sociale che ha portato la pandemia?

«Ciò che si sta verificando ora è una nuova emergenza sociale. Da questa emergenza sanitaria nasce la mancanza di lavoro e l’incertezza sul futuro. Non è da collegare solo ad una questione economica dello stipendio che arriva a fine mese, ma dietro al lavoro c’è la dignità della persona. Subentra anche un fattore legato alla paura di non avere una certezza e non sapere se far fronte alle esigenze della propria famiglia».

Quali sono le attività attuate dal suo ufficio per rispondere a queste problematiche?

«Ci siamo impegnati per erogare in tempi celeri gli aiuti economici sotto forma di contributi affitti, buoni spesa, bonus idrico etc. In queste settimane insieme alla Ftsa stiamo lavorando a soluzioni immediate per far fronte all’emergenza abitativa. Ftsa ha infatti recentemente chiuso una convezione con la Diocesi con un accordo quadro che ci permette di utilizzare degli immobili per progetti abitativi. Dopo Colle di Val d’Elsa e Poggibonsi stiamo in questo periodo lavorando per un nuovo progetto di accoglienza abitativa anche ad Ulignano con la disponibilità e la collaborazione di don Luigi. Da qualche mese, inoltre, abbiamo attivato i progetti di utilità collettiva per i percettori di reddito di cittadinanza e ci stiamo muovendo anche per un attivare il prima possibile progetti con il centro dell’impiego: questa potrebbe essere l’occasione per permettere alle persone di reintegrarsi nel mondo lavorativo».

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