Intervista

Riaprono le palestre a Colle: le parole di Fabrizio Righi della Fit Express

Quali misure e precauzioni sono state adottate?

Riaprono le palestre a Colle: le parole di Fabrizio Righi della Fit Express
Val d'Elsa, 06 Giugno 2020 ore 15:43

Nella difficile fase di uscita dall’emergenza Coronavirus, tutte le attività hanno dovuto organizzarsi per poter riprendere il proprio lavoro. Tra queste, le palestre, che hanno riaperto il 25 maggio e che sono state costrette a mettere in atto numerosi accorgimenti per poter tornare ad accogliere i propri atleti, molti dei quali non vedevano l’ora di ricominciare, come spiega Fabrizio Righi, della palestra Fit Express: «C’è molto entusiasmo per il ritorno all’attività e alla cura del corpo, la gente si era stancata di stare in casa e di muoversi in casa. Abbiamo visto moltissime persone felici, che sono venute anche nei giorni festivi. Ovviamente, adesso ci sono regole differenti da seguire». Regole, quelle per le palestre, che hanno richiesto numerosi adattamenti: «Più che complessa la preparazione per la riapertura è stata lunga, e ha richiesto un grande dispendio di energie e un investimento non trascurabile. Va detto che il governo non ha dato indicazioni molto precise, noi abbiamo cercato di stare un gradino sopra le linee guida per permettere alla gente di allenarsi in sicurezza, perché la cosa più difficile è togliersi questa situazione dalla testa. Per nostra fortuna, qui abbiamo visto davvero una grande voglia di rimettersi al lavoro». Una voglia, spiegaFabrizio, che dopo molti mesi di stop può provocare qualche problema a chi non sta attento: «Molte persone pensano di ripartire come prima, ma per quanto la nostra mente possa essere lì, il corpo non è allo stesso livello di tre mesi fa. Lo abbiamo visto anche negli sport professionistici che sono ripartiti di recente. Nelle statistiche si vedono molti infortuni. Non si può ripartire al massimo quando il corpo non è pronto, serve un allenamento progressivo. In un certo senso, la gente va trattenuta. Fondamentale in questo periodo è il ruolo degli istruttori, perché devono stare molto attenti a seguire le persone per evitare che si facciano del male». Un problema, in questo senso, può derivare anche dai video di allenamenti che tanto hanno spopolato su internet durante il lockdown. «A fare gli esercizi in quei video sono persone estremamente allenate, chi non è allo stesso livello non può pensare di ripeterli immediatamente. Non solo perché rischierebbe di infortunarsi, ma anche perché, non riuscendoci, rischierebbe di deprimersi e di smettere». In generale, però, la riapertura ha significato la fine di un periodo buio, anche dal punto di vista lavorativo: «In una palestra come questa lavoravano trenta persone, dai personal trainer alla reception fino agli addetti alle pulizie, che in questi mesi sono stati a casa. Ricominciare, per noi come per tutti, era una necessità assoluta».

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